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  Accademia Organistica Campana (AOC)

 

Accademia Organistica Campana (AOC)

 

Anno di costituzione: 1995

Presidente e direttore artistico: Emanuele Cardi

Attività: concertistica (gennaio/dicembre), corsi di perfezionamento (settembre), Festival Organistico Internazionale (novembre/dicembre), Concorso Organistico Internazionale (novembre/dicembre)

Sedi: Chiesa Santa Maria della Speranza (Battipaglia), altre chiese

Note: scopo dell'associazione è anche promuovere la tutela del patrimonio organistico antico e la costruzione di strumenti nuovi e corsi formativi sperimentali di tastiere storiche

Gli organi di Battipaglia, Lioni, Napoli, Sorrento, Airola utilizzati per l'attività concertistica e didattica dell'AOC
, sono stati costruiti dalle ditte Ghilardi, Carli, Lewis, Bevilacqua, Ruffatti, Bassi e da Anonimo napoletano del XVIII secolo

 

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  ACCADEMIA ORGANISTICA DI PARMA

  AIO - Associazione Italiana Organari

 

 

Già da tempo alcune case organarie sentivano la necessità di avere scambi di opinioni e di esperienze con i loro colleghi al fine di migliorare la qualità dell’arte organaria italiana e dare un indirizzo comune al futuro dell’organo in Italia.

In occasione di alcuni incontri tra organari è stata individuata nell’Associazione lo strumento più idoneo al conseguimento di un così grande progetto.

Seguendo l’esempio di altri paesi, constatata la mancanza di una adeguata struttura rappresentativa dell’organaria italiana, è stato avviato il progetto di realizzare un’Associazione di costruttori e restauratori di organi.

Dopo un lungo lavoro preparatorio per la stesura di uno statuto si è infine giunti alla legale costituzione dell’A.I.O. che è avvenuta il giorno 8 luglio 1994 in Prato presso la sede della Confartigianato.

L’Associazione, senza fini di lucro, ha i seguenti scopi:

  • il miglioramento e la promozione dell’arte organaria in senso lato nel rispetto delle caratteristiche locali ed individuali;
  • il mantenimento di un alto livello di etica professionale da parte dei propri aderenti;
  • la tutela degli interessi comuni in tutte le questioni professionali e di mercato;
  • la rappresentanza della categoria di fronte all’Amministrazione pubblica e agli Enti.

 

 

 

  ALPHONSE LEDUC

PremiËre maison franÁaise d'Èdition musicale classique. ...tablie ‡ Paris depuis 1841

  Amadeus

Il mensile della grande musica (De Agostini-Rizzoli periodici)

  ANTEGNATI

L'organo ANTEGNATI di Almenno San Salvatore (BG)

  ANTEGNATI / VEGEZZI-BOSSI

L'organo "ANTEGNATI / VEGEZZI-BOSSI" (1892) di S. Maria della Steccata a PARMA (4 tast., 88 reg.)

  Antichi organi di Macerata

  Appello per l'organo a canne nella Basilica di San Pietro in Vaticano

 

L'Associazione Italiana Organari scrive al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, cardinale Robert Sarah, riguardo la recente installazione di un "organo digitale" nella basilica di S. Pietro in Vaticano -

[Nela foto: Paolo Bottini all'organo a canne della Basilica di S. Pietro in Vaticano]

 

 

Appello per l'organo a canne nella Basilica di San Pietro in Vaticano

 

 

Al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

 

Cremona, 5 gennaio 2018

 

Eminenza Reverendissima, 

 

l’installazione di un “organo digitale” nella Basilica di San Pietro in Vaticano, massimo tempio della cristianità, ha suscitato incredulità fra i musicisti, i costruttori di strumenti musicali, i cultori e gli appassionati di musica, gli storici dell’arte, oltre che in tutto l’ambiente organario ed organistico italiano ed europeo. 

 

Tale surrogato di organo, che imita nelle fattezze la “consolle” di un vero organo, prova goffamente a imitare anche la sonorità dello strumento autentico, senza tuttavia riuscirvi in alcun modo. Proprio per tale ragione la sua collocazione in San Pietro non conviene minimamente alla dignità del tempio e, in generale, alla Chiesa che, per secoli, ha promosso la migliore produzione artistica nel campo della pittura, della scultura, dell’architettura e della musica, educando e formando il senso estetico di credenti e non credenti. 

 

La presenza dell’elettrofono nella Basilica Papale appare a nostro avviso come una manifestazione del decadimento culturale del nostro tempo, poiché si qualifica come rinuncia alla verità a favore della finzione. 

 

Sull’importanza dell’arte e della bellezza come strumenti utili a celebrare il culto di Dio sono numerosi i pronunciamenti del Magistero della Chiesa. Ci piace ricordare, a titolo di esempio, un concetto sul quale si soffermò cinquant’anni fa Sua Santità Paolo VI, allorché  in occasione dell’omelia pronunciata durante la “Messa degli artisti” celebrata il 7 maggio 1964 nella Cappella Sistina, fece esplicito riferimento all’errore di avere fatto ricorso “ai surrogati, all’«oleografia», all’opera d’arte di pochi pregi e di poca spesa”, rinunciando così, per ragioni contingenti a “compiere cose grandi, cose belle, cose nuove, cose degne di essere ammirate”. 

 

Dispiace constatare che oggi, trascorso meno di mezzo secolo da quel discorso ricco di ispirazione, di nuovo si ricorre ad un surrogato per “imitare” una delle arti che maggiormente hanno la capacità di suscitare emozioni profonde e di elevare l’anima a Dio: la musica. 

 

Indipendentemente dalle motivazioni che hanno condotto a collocare ed utilizzare un elettrofono all’interno della Basilica Papale, e nonostante le complesse e particolari esigenze liturgiche della Basilica di San Pietro, ci riesce impossibile credere che non possa esistere una diversa soluzione che non preveda l’esclusione, anche parziale, dell’organo a canne in favore di un suo surrogato. 

 

Come costruttori e restauratori di organi a canne abbiamo l’opportunità di incontrare comunità di cristiani, di ogni dimensione ed in ogni parte del mondo, che compiono sforzi talvolta importanti per dotare le loro chiese di veri organi a canne. Contestualmente ci rattrista apprendere con rammarico che proprio nella Basilica Papale si sia operata una scelta che sembra affermare l’inutilità di un simile impegno.  

 

Per questa ragione l’Associazione Italiana Organari si fa promotrice di un’iniziativa volta a sensibilizzare tutto il mondo culturale italiano affinché esprima il proprio rammarico per la presenza, all’interno del più importante tempio della cristianità, del surrogato di un autentico strumento musicale e lo comunichi ai responsabili delle celebrazioni liturgiche non solo della Basilica di San Pietro, ma anche di tutte le Chiese cattoliche. 

 

Al contempo, i promotori di questa iniziativa desiderano offrire la propria disponibilità ad  individuare un metodo efficace per definire possibili soluzioni alternative affinché, coerentemente con quanto afferma la Costituzione sulla musica sacra Sacrosanctum Concilium al numero 120, anche e soprattutto nella Papale Arcibasilica di San Pietro “si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”. 

 

Sicuri che Sua Eminenza vorrà dare ascolto a questo nostro appello, porgiamo deferenti saluti.

 

 

*** per sottoscrivere questo appello,
promosso dalla Associazione Italiana Organari,
cliccare QUI ***

 

 

  APPUNTI SUL "CONCERTO ITALIANO" TRASCRITTO PER TASTIERA

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