per un'associazione di organisti professionisti...

Per un nuovo sodalizio di tutela e valorizzazione del patrimonio organario italiano...

per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda admin » 28/05/2015, 18:23

A chi legge.
Chi ha modo di frequentare il mondo organistico italiano avrà notato che, in genere, ogni organista di chiesa non fa che pensare al proprio orticello perché, data l'anarchia liturgico-musicale in parrocchia e la mancanza di una severa regolamentazione, da parte della Chiesa, circa l'utilizzo extra-liturgico degli strumenti, se uno diventa organista "titolare" [*] in una chiesa, subito mette in piedi una rassegna di concerti (per fare scambi con altri colleghi disponibili), registrare cd, organizzare corsi e tutto quanto contribuisca al proprio tornaconto personale...
Tutto ciò non è certo deprecabile e, inoltre, facilitato (ahimé) dal sempre minor interesse del clero e del popolo per l'utilizzo dell'organo nel culto divino.
Ora, appurato che la CEI non ripeterà di certo con la categoria degli www.organisti.it l'errore di tirarsi la zappa sui piedi come fece stipulando il contratto nazionale con quella dei www.sacristi.it , inutile illudersi che in Italia si possa rispondere «l'organista» alal domanda «che lavoro fai?».
Nonostante ciò, dato che non è raro sentire di un parroco che "caccia" l'organista perché a messa si preferiscono le chitarre, io credo che un SODALIZIO DI ORGANISTI PROFESSIONISTI contribuirebbe a rafforzare l'interesse pubblico verso l'organo "macchina" musicale!
Ovvero, un'ASSOCIAZIONE LAICA e libera dalle restrizioni di un clero sempre meno interessato alla valorizzazione del canto e della musica nel culto, anche se con la Chiesa rimarrebbe ovviamente necessario intrattenere relazioni cordiali...
Un'associazione che precipuamente si occupi della tutela e valorizzazione dell'ingente patrimonio organario italiano... l'aspetto liturgico, semmai, verrà da sé, dato che è pur sempre non indifferente l'interesse di tanti organisti professionisti per il servizio liturgico.
Chi ci sta a diventare socio fondatore della nuova associazione organisti professionisti, scriva a infoCHIOCCIOLAorganieorganisti.it, facendo riferimento alla presente, e ci si metterà d'accordo per un preventivo incontro de visu et auditu!
Ad ogni modo, sarei lieto comunque di ricevere il Vostro parere.
Grazie per la cortese attenzione e cordiali saluti.

Paolo Bottini (www.paolobottini.it)

[*] sulla definizione "organista titolare" vedasi il mio scritto http://liturgiaetmusica.blogspot.it/201 ... olare.html
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda Dante » 01/06/2015, 13:30

Parto dalla mia piccola esperienza pluriennale da organista liturgico. Sicuramente la valorizzazione dell'organo al di fuori dell'ambito ecclesiale è una proposta molto lodevole che all'infuori dei nostri confini viene fatto come normalità perché l'organo "è uno strumento come gli altri". E poi sicuramente importante questa idea visto che dal punto di vista liturgico ormai stiamo parlando di uno strumento tralasciato o meglio "eliminato" a priori da persone poco consapevoli, per non dire ignoranti (sia culturalmente sia nella documentazione ecclesiastica).
Posso parlare sempre per quanto mi riguarda, della zona dove vivo. In primis mantenere rapporti cordiali con il clero è alquanto complesso, soprattutto viste le nuove generazioni di sacerdoti che stanno uscendo dai seminari. Forse questa idea funzionerà solo in alcune zone d'Italia o in alcune comunità più propense, ma sicuramente non sarà una normalità.
Seconda cosa, penso a come poter valorizzare lo strumento verso la gente comune. Ricordo che già una decina d'anni fa, invitando organisti di fama internazionale, le presenze ai concerti o eventi vari si riducevano a meno di 15 persone e quasi sempre oltre i 35/40 anni (di cui parte era la famiglia dell'assessore alla cultura di turno). Io ero praticamente l'unico "giovane" interessato (m'incastravano sempre anche come gira pagine :-)). Mi chiedo adesso come poter approcciare la gente allo strumento dove la mentalità è totalmente cambiata, l'astio verso la chiesa è aumentato esponenzialmente e solo il fatto di dire che un'attività viene fatta in chiesa, spesso lascia a casa delle persone. Senza tener conto che per valorizzare lo strumento è importante avere anche del tempo da dedicare (anche solo all'ascolto) da parte delle persone più giovani, che purtroppo sono troppo occupate tra scuola e dozzine di attività pomeridiane. Senza tralasciare i PC, tablet, smartphone, etc che anche se non sembra, stanno già deviando la mente dei ragazzi su altre vie alternative a quelle culturali.
Quindi lodevolissime le proposte di fare questo o fare quello, ma la domanda che mi pongo sempre è non di cosa fare, ma come farlo. Quali sono le vere proposte pratiche nell'affrontare questa situazione. Del resto il mondo è sempre andato avanti con la pratica e non la dialettica...
Sarei ben contento di avere ulteriori delucidazioni in merito...
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda sibelius69 » 02/06/2015, 10:15

Buongiorno M° Bottini,

ritengo l'iniziativa una grande opportunità per rivalutare la professione dell'organista ormai relegata ad un semplice servizio
paragonabile a quello della questua o del cantare all'ambone....
Inoltre con la creazione di un albo professionale si potrà evitare in futuro che organisti senza nessuna esperienza vadano
a ricoprire posti in chiese dove necessita realmente di un organista diplomato.
La ringrazio ancora dell'iniziativa e le porgo i miei cordiali saluti.

Maestro Eugenio Pruonto
Organista Titolare dell'Abbazia
di Santa Maria Rossa in Crescenzago (Mi)
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda enrico51 » 04/06/2015, 14:36

Egregio Maestro Bottini,
con piacere voglio commentare la sua lodevole, quanto chimerica idea, di voler costituire un'associazione di professionisti che, forti dell'appartenenza, mettano in riga il clero! Magari! ma quelli sicuramente sono più forti di qualsiasi falange. Non solo l'organo e la relativa musica non la considerano affatto, ma spesso nemmeno sanno quale tesoro di strumento possiedono e quando qualcuno glielo fa notare al massimo fanno un sorrisino. A me capita, durante il periodo di vacanze di visitare le chiese per scoprire gli strumenti che vi sono custoditi. Lo scorso anno l'ho fatto in Sicilia nel Ragusano all'interno di chiese barochhe spesso anche ben restaurate. Ho trovato anche dei giovani che messi lì dal comune rispondevano alle domande dei visitatori. Mai nessuno ha saputo darmi una notizia sull'organo. Ad Ibla, nella Cattedrale mi sono dovuto arrabbiare non poco solo per poter vedere l'organo il cui accesso sprangato e polveroso evidentemente parlava da solo. Devo invece dire che tre anni fa in occasione di un giro in Turingia ( Germania ) non solo li ho potuti vedere ma anche suonare. Anche durante la mia permanenza negli Stati Uniti potevo suonare un bell'organo a canne moderno perchè alla gente piaceva sentire quel tipo di suono.
Il mio parere è che occorrerebbe obbligare i responsabili delle varie chiese a mettere a disposizione gli strumenti a persone qualificate e capaci di farli suonare , non necessariamente solo ai maestri. Così facendo si sentirebbe più spesso suonare l'organo e anche qualche giovane si appassionerebbe.
Ad ogni buon conto per quello che possa valere mi consideri a disposizione per tentare l'impresa.
Cordialmente
enrico51
 
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda pal5 m+a » 30/08/2015, 16:42

Rispondo ad Enrico51.
Uno dei problemi è che molti credono che i concerti per organo siano cerimonie religiose! È colpa della chiesa che ha allontanato dalla fede le persone per infiniti motivi. Per ovviare: inserire un concerto d'organo in contesto MONDANO e MEDIATICO = perché non coinvolgere qualche personaggio TRAINANTE? Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, altre personalità mediatiche che abbiano a che fare con la musica. Ci sarebbero più spettatori e qualcuno rimarrebbe attratto dalla voce dell'organo più che dalla presenza dei detti. Voi organisti, avete bisogno di essere TRAINATI: siete rimasti sconosciuti. Chieda a cento persone chi sia Luigi Ferdinando Tagliavini e vedrà.
Accorpatevi per superare l'ostacolo di ignoranza di preti e vescovi. Chiedete alle Belle Arti, ai Ministeri della cultura che obblighino questi personaggi ad una maggiore disponibilità; di fare visite fiscali agli organi restaurati e lasciati ammuffire; reclamate il rimborso della somma per il restauro. Basta volere, ma in "concerto".
Maurizio da Modena
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda Cinghiale » 07/09/2015, 8:10

Purtroppo, è vero: massima risonanza dei mezzi di stampa cartacea e radiotelevisiva per il decesso di Lucio Battisti o di Fabrizio De André o di Lucio Dalla (furono addirittura interrotte le trasmissioni per un'edizione straordinaria del telegiornale!) mentre quello di Gustav Leonhardt, Marie Claire Alain, Christopher Hogwood ed altri è passato assolutamente sotto silenzio, per non parlare del cinquantenario della morte del M.o Dr. Albert Schweitzer, celebratosi venerdì 4 settembre scorso.
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Re: per un'associazione di organisti professionisti...

Messaggioda Bombardone93 » 01/10/2016, 9:42

Io suono per diletto la domenica a messa, ma sono fermamente convinto della necessità e bontà di quest'azione volta a creare una associazione di organisti diplomati!
Mi permetto solo raccomandare che nel nuovo sodalizio non venga meno il controllo, da parte del Consiglio Direttivo, affinché i soci vengano ammessi con la distinzione di "organista liturgico" e "organista concertista": sono due rami della stessa disciplina per cui non è detto che un mostro che suona l'omnia di Reger a memoria sia ugualmente bravissimo ad accompagnare il canto di un'assemblea liturgica o sia un seppur modesto improvvisatore!
Voglio dire che gli aspiranti soci sulle prime potrebbero essere ammessi di diritto (in quanto diplomati in conservatorio) nella categoria "organista concertista", invece per accedere anche alla categoria "organista liturgico" bisognerebbe istituire una sorta di "patentino", ovvero esame attitudinale (a Parigi la chiamano "Carte Professsionnelle" e abilita, in via preferenziale, alla professione di organista di chiesa col riconoscimento ufficiale della diocesi!): questo perché, mi pare, nei conservatori oggi è rarissimo che siano istituiti dei corsi di organo per la liturgia http://win.organieorganisti.it/CEI_curricula_organo.htm . Grazie per la cortese attenzione.
Bombardone93
 
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