L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Questo nuovo spazio è rivolto a chiunque svolga attività di organista a qualsiasi titolo, nonché a coloro che seguono il mondo dell'organo e della musica organistica come semplici appassionati.

Attendiamo con piacere le vostre iscrizioni e suggerimenti per dibattere qualsiasi argomento che vi stia a cuore.

L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda Giuseppe Bailotto » 10/03/2017, 19:25

Riporto quanto sotto e mi chiedo: dobbiamo attenderci un aumento dell'utilizzo liturgico di questi surrogati dell'organo a canne a svantaggio dei (ovviamente) più costosi organi a canne?...
E poi: è di buon esempio oppure no che uno stimato organista professionista inauguri ufficialmente in concerto un computer e dei diffusori governati da una consolle d'organo?...
Tra parentesi: mi chiedo se una Mariangela Vacatello accetterebbe mai di inaugurare in concerto un Clavinova...

E adesso sotto con i vostri commenti: prevedo già un sacco di organisti schizzinosi dare contro, mi aspetto però anche il partito di quelli che difendono senza alcuna riserva questa strada...

* * *

La chiesa di Santa Maria della Pace a Valenza [Terni], per sostenere il canto nelle assemblee liturgiche, ha adottato una soluzione tecnologica moderna che è l’organo virtuale, cioè quegli applicativi che consentono di poter suonare una ormai nutritissima serie di organi reali i cui suoni, appositamente campionati, vengono “caricati” nella memoria del nostro computer.
Tre tastiere, una pedaliera, un computer con dentro, tramite il software Hauptwerk, un dvd con i suoni dell’organo reale Cavaillè-Coll. Il tutto collocato in una consolle di legno realizzata da un artigiano della Parrocchia. L’organista, acceso il computer, suona quello di cui è capace seguendo uno spartito, apre e chiude i registri con un sistema touchscreens; accompagna i manuali con la pedaliera. I suoni che fuoriescono dal fondo della chiesa da diffusori adeguati, dietro 38 reali canne di zinco, veramente fanno vibrare l’animo o indurlo, a seconda i registri che si inseriscono, a contemplazione e meditazione. La ditta Test Music di Perugia ha fornito tutte le varie componenti e assistenza.
I tre lati della consolle riportano, lateralmente la figura di un chierichetto e di una chierichetta; davanti, una suonatrice di violino e una di violoncello: opere pittoriche su legno di una nostra parrocchiana.
Domenica 18 gennaio alle ore 17 si terrà il concerto inaugurale del maestro ADRIANO FALCIONI http://www.organieorganisti.it/adriano-falcioni , titolare della Cattedrale di Perugia e insegnante di organo all’Università di Sassari, che ha suggerito questa soluzione.
Domenica 25 gennaio alle ore 11 il vescovo mons. Giuseppe Piemontese benedirà tale strumento. Canterà la “Corale del Cuore” diretta dal maestro Romano Quartucci, sostenuta, è chiaro, dal nuovo organo virtuale della chiesa di Valenza.

[testo tratto da http://www.diocesi.terni.it/chiesa-sant ... vo-organo/ ]
Giuseppe Bailotto
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda lorenzo » 10/03/2017, 20:06

Se persino stimatissimi docenti di organo (o di pianola elettronica?) arrivano a "suggerire" questi capolavori dell'arte organaria significa che vogliamo proprio farci del male da soli e soprattutto che siamo i primi a non amare l'organo e a dare un potente contributo a chi vuole "rottamare" il nostro strumento senza renderci conto che in questo modo, con lui, vengono "rottamati" anche coloro che lo suonano, come succede ormai da tempo.
E del resto, a cosa servono gli organisti quando basta che ci sia qualcuno che "acceso il computer, suoni quello di cui è capace"?!
Poi, però, siamo bravissimi ad esibirci nei soliti piagnistei su quanto è triste la situazione organistica italiana.
lorenzo
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda eugeniobe » 10/03/2017, 21:57

Ultime notizie!!!!!
La chiesa di Santa Maria della Pace a Valenza [Terni], per sostenere il canto nelle assemblee liturgiche, ha adottato una soluzione tecnologica moderna che è l’organista virtuale, cioè un applicativo che consente di poter far suonare una nutritissima serie di organi reali da organisti, appositamente campionati, che vengono “caricati” nella memoria del nostro computer.
Due braccia, due gambe, un computer al posto del cervello e tramite il software Hauptorganist, un dvd con le suonate dell’organista reale Jean Guillou. Il tutto collocato su una pancadi legno realizzata da un artigiano della Parrocchia. L’organista, una volta acceso il computer, suona quello di cui è capace seguendo uno spartito, apre e chiude i registri con un sistema touchscreens; accompagna i manuali con la pedaliera. I suoni che produce il pupazzo dietro 10 reali dita di silicone, veramente fanno vibrare l’animo o indurlo, a seconda i registri che si inseriscono, a contemplazione e meditazione. La ditta Avatarorganist di Perugia ha fornito tutte le varie componenti e assistenza.
I tre lati dell'organista sono affiancati, lateralmente dai pupazzi di un chierichetto e di una chierichetta in funzione di voltapagine; e dietro, una suonatrice di violino e una di violoncello che possono sempre servire ad arricchire l'esecuzione: opere tridimensionali in legno realizzate da una nostra parrocchiana.
Domenica 18 gennaio alle ore 17 si terrà il concerto inaugurale dell'istallazione.
Domenica 25 gennaio alle ore 11 il vescovo mons. Giuseppe Piemontese benedirà l'organista virtuale. Canterà la “Corale del Cuore Artificiale” diretta da un virtual maestro appositamente campionato.
..........sarà questa la prossima puntata???????
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda f_finotti54 » 11/03/2017, 9:26

E' solo l'inizio (si dovrebbe dire “purtroppo" , a questo punto della frase) ... ma è pure - anche se non solo - una "banale" questione di economia: se un ente, una chiesa o un privato non può disporre di risorse tali da permettersi un organo vero, quello virtuale è destinato ad imporsi. Non c'è competizione, sotto questo punto di vista, i costi sono quelli, se qualcuno vuole conoscerli veramente. Qualora non li si voglia (i virtuali) e qualora l'economia sia ancora così avara nel prossimo futuro, l'alternativa potrebbe essere quella della scomparsa dell'Organo e di tutto quanto vi attiene. Chiediamoci se è questo che vogliamo e se non sia il caso di conoscere fino in fondo i mezzi che la tecnologia ci offre e che segnano indelebilmente il nostro presente. Da nemici ad amici, validi in circostanze e luoghi ben precisi, né più, né meno.
francesco finotti
f_finotti54
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda eugeniobe » 11/03/2017, 14:50

Assolutamente in accordo sulle motivazioni economiche e logistiche che determinano questo tipo di scelta, ciò che mi lascia perplesso è il riferire la notizia come una conquista epocale e non come l'unica possibilità per chi è costretto a fare di necessità virtù.
Certamente accompagnare la liturgia con della vera musica organistica eseguita su uno strumento virtuale è un grande passo in avanti rispetto a chitarrine e bonghi usati per propinare ai fedeli canzoncine che non funzionerebbero neanche a Sanremo ma troppo spesso, a parità di impegno economico, si lasciano muti strumenti veri per acquistare surrogati elettronici.
Penso che sia questo l'argomento su cui riflettere.
Riguardo all'organista virtuale (vedi i dispositivi di autoorgano) purtroppo è ormai una realtà piuttosto diffusa.
eugeniobe
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda Giorgio Calini » 12/03/2017, 21:25

Cari Amici,
non è mia abitudine controbattere alle numerose “chiacchere da bar” che sono presenti in rete, ma in questo caso farò l’unica eccezione, soprattutto perché è stato tirato in ballo in maniera impropria e ridicola il nome di mia moglie.
Ringrazio l’amico Giorgio Calini che pubblica il mio intervento non essendo io iscritto alla chat.
Non pensavo che questa storia di Valenza ormai datata 2013 potesse godere ancora di questa grande risonanza!
Se tutti i concerti che faccio, le registrazioni e il restauro dell’organo della Cattedrale di Perugia ne avessero di simile, a quest’ora sarei più popolare di Mattarella!
Ma andiamo per gradi:
Punto uno: organo elettronico o no? Ovviamente no ma con le dovute eccezioni relative soprattutto al budget a disposizione.
Punto due: criticare chi lo suona? Prima di criticare bisogna saper fare! Come posso io, criticare un gigante come Pierre Pincemaille che decide di fare un video per promuovere gli organi Johannus?
Punto tre: l’ormai famoso “scandalo” Valenza.
Qualche anno fa ho regalato a mie sole spese (6000 Euro) un organo Viscount a Don Marcello Giorgi, prete di periferia della città di Terni, che lo ha messo nella sua parrocchia. Nel 2012 don Marcello è stato spostato dal vescovo nella parrocchia di Valenza sempre a Terni. E’ una zona periferica dove vivono moltissime famiglie disagiate e la maggior parte degli operai licenziati dalla ThyssenKrupp acciai speciali, maggiore fonte di sostentamento dell’intera città. Mi ha subito contattato perché, da grande amante della musica qual’ è, voleva acquistare un organo a canne. In cassa c’erano circa 23000 Euro, tutti suoi personali!
Tutto questo denaro è stato però dirottato per il rifacimento di una parte del tetto della Chiesa. Ora il budget era 0!!!!
Come fare?
Una “colletta” non si poteva, era la Parrocchia che aveva il dovere di aiutare i vari padri di famiglia in cassa integrazione!
Così, grazie all’aiuto di un parrocchiano falegname che ha costruito gratuitamente la consolle, il computer che era nell’ufficio del parroco è finito in chiesa, e la Test Music, a prezzo di costo, ha provveduto a pedaliera e tastiere.
Subito dopo, anche come momento di aggregazione, mi sono prestato sempre gratuitamente a suonare per i parrocchiani.
Non vedo come e dove ci possa essere lo scandalo!
Di scandalo ne vedo solo uno: tutti gli organisti o presunti tali che parlano, parlano, parlano, parlano e non agiscono mai! Se tutti quanti mettessero un contributo personale invece di aspettare la famosa “manna dal cielo” forse di organi a canne ne vedremo di più. Invito quindi tutti gli “scandalizzati” a versare ciascuno una quota di 1000 Euro alla parrocchia di Valenza a Terni per ovviare a questo scempio musicale ed artistico! Il primo versamento sarà il mio!!! Sono anzi certo che con tutti i soldi che arriveranno dalle persone che credono fermamente in quello che dicono, la parrocchia di Valenza avrà (?!?!) quanto prima un nuovo organo a canne.
Adriano Falcioni
Giorgio Calini
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda lucattani » 12/03/2017, 22:50

Da organista formatosi su un FARFISA CH-32, so di essere il meno adatto a difendere l'organo a canne vero. Ritengo però, anche a detta di organisti più esperti di me, che di passi ne sono stati fatti in ambito tecnologico e l'imitazione dello strumento reale è senz'altro diversa da quella di stampo "elettronico analogico" dei primi anni '70. Il problema dell'organo a canne è senz'altro il costo : sia nell'acquisto che nella manutenzione. Si tratta di una voce non secondaria, quella dell'aspetto economico, nel bilancio di una parrocchia. Dall'altra, per quanto ci siano generosi contributi per l'acquisto di strumenti reali da parte di certe province, si finisce spesso per accontentarsi di strumenti che, nonostante costi importanti, danno quel che danno.
Se a dare fastidio è il fatto che al posto di un somiere ci sia una scheda di un PC ed impulsi elettronici, allora mi chiedo se non valga la pena di smascherare il bluff dell'emulazione con una pura e semplice soluzione autentica : il sintetizzatore.
Erede dell'organo (l'organo a canne è un sintetizzatore in additiva), può essere, nelle mani di un bravo musicista, strumento capace di svolgere in modo dignitoso il suo ruolo. E a costi decisamente inferiori dell'organo a canne.
Altrimenti, tanto meglio ritornare ai tempi dei nobili sensibili alla musica che, pur affamando i plebei, elargivano importanti somme per realizzare organi maestosi. Ma una volta il repertorio sacro necessitava dell'organo per essere sostenuto : ora, pur tappandosi il naso, ci sono repertori in cui l'organo è limitato.
Nella mia breve carriera organistica, ho avuto modo di provare anche queste meravigliose macchine dell'ingegno umano (come se quelle elettroniche fossero realizzate da perfetti imbecilli...) e sarà che ho l'orecchio tarato su oscillatori al quarzo, ho spesso trovato strumenti scordati, obiettivamente scordati. Insomma, meglio accontentarsi dei capricci di uno strumento acustico quando cambia il tempo o perché poco usato, a costo di suonare con un solo registro, o dare il primato alla qualità del suono curandosi di mantenere efficienti tali strumenti? Costa troppo? Non vedo grandi alternative tra quelle esistenti... forse l'harmonium...
Un saluto a tutti !
lucattani
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda rodobell » 14/03/2017, 0:23

Mio parere:
1) il problema non è se una parrocchia ha installato un Hauptwerk, ma è di chi ha scritto l'articolo che lo sbandiera come una conquista della tecnica. Di elettronici in chiesa se ne trovano molti ma un conto è doverli impiegare in funzioni religiose ("doverli" perchè per me è sempre spiacevole), un altro è "inaugurarli" e impiegarli per esecuzioni musicali in concerto. E' da inaugurare, come fosse opera d'arte, un frullatore, una lavatrice, un PC, un televisore, un aspirapolvere? Io non lo farei mai. Se qualche illustre collega se la sente, liberissimo, ma poi non si lamenti delle critiche. Io, comunque, non ho ancora visto un pianista affermato inaugurare un pianoforte elettronico in una sala da concerto e non vedo perché deve essere diverso per organisti e organi.
2) L'Hauptwerk è solamente un elettronico campionato più perfezionato di quelli precedenti: sbellicarsi in descrizioni delle incredibili qualità tecniche o foniche trovo che sia del tutto fuori luogo.
3) Non viene sottolineato il fatto incontrovertibile che siano tutti sistemi assemblati con elementi dalla breve durata. Quindi chi compra un Hauptwerk, un elettronico o un sistema trasmissivo lo potrà usare per 10/20 anni al massimo, dopodiché sarà da sostituire (vedasi la durata di un PC o di un telefono cellulare). Chi spende 10/20/30mila euro in cose del genere non è come se comprasse un organo a canne che può difendersi per 50 anni o più senza troppi problemi.
4) il mercato dell'usato offre oggi soluzioni a costi molto ragionevoli, con strumenti dignitosi e a volte anche di discreta qualità. Ci sono molte chiese che hanno acquistato strumenti tedeschi o inglesi di medie dimensioni con costi attorno ai 20/30/40 mila euro, o più piccoli con costi ancora più contenuti (fra i 10 e i 20 mila). Quindi chi compra elettronici spendendo più di 6/7mila euro impiega soldi in qualcosa di molto limitato dal punto di vista artistico e che durerà comunque molto poco.
rodobell
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda rodobell » 14/03/2017, 0:28

E come ultima considerazione:
mi è capitato di dover spiegare ad alcuni signori di una chiesa riformata, dopo un concerto, il perché avessero trovato così colorato e vario un organo di soli 6 registri quando dicevano di possederne uno nella loro chiesa con ben tre manuali e oltre sessanta registri, che però non gli aveva mai dato soddisfazione: avevano purtroppo acquistato un costosissimo elettronico di una nota ditta americana mentre io avevo suonato un piccolo organo in stile italiano di un illustre e geniale organaro giapponese
rodobell
 
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda paolo89 » 14/03/2017, 19:04

Riporto qui parte di un articolo pubblicato negli anni Duemila sul periodico "Singende Kirche" http://www.kirchenmusikkommission.at/pu ... nde-kirche organo ufficiale della Conferenza Episcopale Austriaca.

«... sui vantaggi di un vero organo a canne rispetto ad un surrogato elettronico si potrebbero scrivere dei trattati, sia da un punto di vista artistico, sia liturgico, tanto che la Diocesi di Vienna ha da tempo emanato precise disposizioni in merito (ogni imitazione dell'organo, detta elettrofono, può essere permessa solo provvisoriamente per l'azione liturgica, se non vi sono i mezzi economici per l'acquisto di un organo a canne, anche piccolo, previo permesso per ogni singolo caso da parte dell'Ordinario che deve comunque consultare prima la Commissione Musica Sacra diocesana ed altri esperti).

A sfavore dell'acquisto di un elettrofono non sussistono solo ragioni artistiche e liturgiche, ma anche economiche. Invero precisi calcoli hanno confermato che il coraggio di puntare sulla qualità viene ripagato anche finanziariamente e che, a lungo tempo, la scelta dell'elettrofono si rivela la soluzione pi onerosa per la parrocchia.

Infatti, anche tenendo conto che un elettrofono ha una durata maggiore di altri apparecchi elettronici (computer, lavatrici, televisioni, etc.), questa di norma non supera comunque i 10/15 anni e, al termine di tale periodo, il valore commerciale dello strumento  nullo ed anzi, si dovranno affrontare anche le spese per lo smaltimento.

Inoltre, già pochi anni dopo l'acquisto, la speranza di trovare eventuali parti di ricambio  molto remota, dati i rapidissimi mutamenti tecnici e commerciali del settore. Basti pensare che nel 1985 l'IBM ha posto sul mercato il proprio personal-computer AT-BUS di 8 mhz. Dopo soli 12 anni tale apparecchio era già stato completamente dimenticato ed un esemplare si poteva trovare solo al museo della scienza e della tecnica di Vienna! Un organo a canne di qualità invece non perde mai il proprio valore commerciale e qualsiasi parte di ricambio resta facilmente reperibile anche fra cento anni».
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Re: L'esordio liturgico dell'organo virtuale "Hauptwerk"

Messaggioda Marco Bonacci » 28/03/2017, 1:55

Spettabili colleghi,

posto che secondo la mia pur limitata visione del mondo gli organi veri stiano a quelli elettronici tanto quanto i fiori veri a quelli di plastica e le candele vere a quelle che si illuminano col pulsante, con tutti i pro ed i contra di entrambe le alternative, PARODIando un celebre ed illustre collega direi che un organo, più o meno bello, sia sempre e comunque un'opera d'arte (artigianale) mentre uno strumento elettronico, più o meno bello, sia sempre e comunque un elettrodomestico (seriale). Certo, poi c'è chi come Cameron Carpenter preferisce gli elettrodomestici, pur di ultimissima generazione, per conseguire i propri fini.

Anche da un punto di vista filosofico, se non anche teologico, come si può favorire la "partecipazione autentica" dell'assemblea tramite uno strumento non autentico? Giacché il fine, lungi dal giustificare i mezzi (come sosteneva Machiavelli), condiziona gli stessi (come insegna sant'Ignazio di Loyola), come conseguire un fine autentico tramite un mezzo non autentico?

Allora useremo anche i fiori di plastica, le candele finte, i paramenti sintetici e di qui in avanti i calici di plastica, i corporali di carta e i purificatoi usa e getta (così non dobbiamo lavarli).

Capisco che in mancanza di cavalli trottino anche gli asini ma se il vescovo oltre a (forse) benedire i quadri d'autore si mette a benedire anche le fotocopie degli stessi...


Rispettosamente,

Marco Bonacci
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