Holidays for organ

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Sezione CD

Venti capolavori del repertorio leggero arrangiati ed eseguiti da Roberto Cognazzo

Uno strabiliante c.d. della collana "Antichi Organi del Canavese"!

 
 
Un nuovo c.d. della collana "Antichi Organi del Canavese"
 
HOLIDAYS FOR ORGAN
Venti capolavori del repertorio leggero,
arrangiati ed eseguiti da
sul "Carlo Vegezzi-Bossi" della Chiesa di S. Gaetano da Thiene in Torino. 
 
 
* * *
 
Presentazione

Nel 1942 il compositore inglese David Rose (1910-1990) pubblicò, sotto lo scherzoso
titolo “Holidays for Strings” (Archi in vacanza) un divertente quartetto orchestrale
impostato sul fitto chiacchiericcio di violini, viole, violoncelli e contrabbassi alquanto
lontano dal paludato eloquio di Vivaldi & C. La fortuna del brano suggerì a Rose la
creazione di una ulteriore “vacanza”, destinata ai tromboni, cui toccò minor fortuna.
L’idea di mandare in libera uscita gli arnesi della musica non è peraltro recente (basti
ricordare il folleggiante “Musikalischer Spass” K 622 di Mozart); ma, accanto a un
repertorio espressamente creato, occorre cosiderare al riconversione di altre musiche
destinate ad usi paradossali. Tale è la motivazione che ha spinto chi scrive ad inseguire da
molto tempo il progetto di appropriare all’organo – al di là delle ormai recuperate pagine
melodrammatiche e sinfoniche – quella che, con aggettivazione discutibile, viene etichettata
come musica leggera.
L’occasione operativa è nata dall’incontro con le intriganti sonorità di uno strumento del
tutto particolare: il grande organo voluto dal cardinale Gaetano Alimonda, allora
arcivescovo di Torino, per la nuova chiesa parrocchiale del quartiere Regio Parco.
Terminato nel 1890, lo strumento appartiene alla ricca serie di prototipi coi i quali Carlo
Vegezzi-Bossi tracciò, a partire dal 1884, il nuovo cammino dell’organaria italiana. Di
questo inquieto percorso, coronato nel 1892 dal celebre organo della chiesa del Carmine in
Torino, lo strumento di San Gaetano risulta forse il più suggestivo sotto l’aspetto timbrico.
Il luminoso Ripieno, i numerosi registri ad ancia dal vero timbro orchestrale, i cori dei flauti
e delle viole, sono un irresistibile invito alla pazza gioia sonora, all’esplorazione di
amalgami inediti, alla scansione di ritmi esotici e di medodie sincopate. Situazioni poco
presenti nel pensiero organistico cui siamo avvezzi e che, essendo comunque l’organo uno
strumento musicale dalle mille risorse, è ormai tempo di azzardare.
I brani proposti sono notissimi e perciò non necessitano di particolari illustrazioni.
Soltanto è opportuno segnalare ai cortesi ascoltatori le deliberate allusioni classiche
seminate qua e là come invito al buon vicinato in musica...
 
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