18th Century Organ Sonatas – Ligurian Organ Treasures Vol. 1

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Sezione CD

1 c.d. Da Vinci Classics uscito in giugno 2021

Un progetto artistico a cura dell'organista Rodolfo Bellatti

Italia

 

 

18th Century Organ Sonatas – Ligurian Organ Treasures Vol. 1

1 c.d. Da Vinci Classics

organista: Rodolfo BELLATTI

Musiche di Bartolomeo Lustrini, Giovanni Battista Predieri, Giovanni Zanotti, Luigi Degola

 

 

Questo album di Da Vinci Classics offre una visione unica di un repertorio in gran parte – e ingiustamente – dimenticato, che è stato portato alla luce dall'artista discografico. Attraverso un'accurata ricerca archivistica, Rodolfo BELLATTI ha infatti portato alla luce una raccolta di opere per tastiera, rinvenute in forma manoscritta presso la Biblioteca del Conservatorio “N. Paganini” di Genova. Decide quindi di intraprendere un progetto ambizioso ma molto gradito: trascrivere, pubblicare e registrare questi spartiti, in modo da renderli disponibili sia sul piano accademico che come prodotti artistici. [...]

 

Questa registrazione, quindi, vuole essere la prima di una serie, svelando le gemme nascoste di questa e di altre Biblioteche della Liguria, offrendole al grande pubblico. Le opere qui registrate furono scritte, presumibilmente, tra il 1730 e il 1800 circa; i manoscritti impiegati per questa registrazione non sono olografi, e quindi furono copiati da mani sconosciute e per scopi sconosciuti. [...]

 

L'organo impiegato per questa registrazione è uno strumento toscano. Questa scelta appare particolarmente interessante. Da un lato, pur trattandosi di una raccolta “genovese”, non tutti i compositori sono genovesi; erano per lo più basati nell'Italia centrale, di cui la Toscana è una delle regioni principali. Vi fu inoltre un curioso fenomeno: gli organi toscani mantennero un aspetto e un suono arcaici fino all'Ottocento, mentre quelli che si trovavano in altre regioni italiane erano più "lungimiranti". Un organo toscano della metà dell'Ottocento, come quello impiegato per questa registrazione, è quindi molto adatto per un repertorio precedente. Lo stile di questi organi rimase stabile e si fissò, per così dire, sul suono ideale degli anni '90; anche nel loro aspetto estetico, rivelano l'influenza dei primi fortepiani, piuttosto che quella dei pianoforti romantici. Sono, per così dire, “fortepiani a canne”, nell'azzeccata definizione proposta dall'artista interprete di questo album. [...]

 

- continua a leggere il testo completo (in lingua inglese) a cura di Chiara Bertoglio su davinci-edition.com

 

 

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