La riforma dell’organo classico, tra contesto generale e dinamiche territoriali 

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Giovedì, 13 Gennaio, 2022 - 17:30
altro Sala Viterbi, Palazzo della Provincia
via Tasso 8
24121 Bergamo BG
Italia

Seminario a cura di Giosuè Berbenni

Interpreti: Giosuè Berbenni, relatore

Organizzatore / Partners:
Archivio Bergamasco

[L'organo "Serassi" op. 640 (1856) della chiesa di S. Anna in Borgo Palazzo a Bergamo]

 

 

Si comunica che il musicologo e organista bergamasco

 

Giosuè BERBENNI

 

nell'ambito della XXIV edizione del ciclo di seminari «Fonti e temi di storia locale», terrà giovedì 13 gennaio 2022, ore 17.30, a BERGAMO presso la Sala Viterbi, Palazzo della Provincia via Tasso 8, il seminario 

 

La riforma dell’organo classico, tra contesto generale e dinamiche territoriali 

 

Nel corso del seminario verrà inquadrata la complessa analisi della riforma dell’organo classico italiano dal 1874 al 1962: un'analisi di carattere generale, con linee guida del modernismo; di carattere particolare, attinenti alle dinamiche territoriali bergamasche, con quattro articolate documentazioni: la lettera pastorale (1863) del vescovo Speranza e, a distanza di quarantadue anni, nel pieno della riforma, i due regolamenti (1905, 1906) del vescovo Radini Tedeschi. 

Verranno inoltre prese in esame le articolate risposte di 647 parroci tratte dai due Questionari (1858 e 1905) inviati prima delle visite pastorali e la relazione Riforma in senso liturgico degli organi classici di Guglielmo Mattioli, conosciuta anche col titolo Per la riforma degli organi Serassiani, al I Congresso Lombardo di Musica Sacra del 1907 svoltosi a Bergamo.

Infine una riflessione storica sulla rinascenza dell’organo classico, di cui Bergamo è protagonista.

 

Coordina: Marcello Eynard

 

L'accesso è consentito fino a un massimo di 49 persone munite di super green pass; prenotazione all'indirizzo infoCHIOCCIOLAarchiviobergamasco.it

 

Scarica il programma 2021/2022 dei seminari a cura di Archivio Bergamasco

 

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La riforma dell’organo classico, tra contesto generale e dinamiche territoriali 

di Giosuè Berbenni

 

cm 17x24 - pp. 1-226

in b/n, con CD

Serassi Edizioni

ISBN 978-88-989589-9-3

 

Inquadriamo la complessa analisi della riforma dell’organo classico italiano, dal 1874, partendo da due riferimenti:

• di carattere generale, con linee guida di pensiero che hanno stimolato e accompagnato la riforma, riguardanti diversi aspetti: storico-sociale, economico-industriale, culturale-musicale, liturgico-temporale, ecclesiastico-normativo, organario-stilistico, organistico-esecutivo e didattico-formativo;

• di carattere particolare, attinenti alle dinamiche territoriali bergamasche, con 4 articolate documentazioni:

‒ la lettera pastorale (1863) del vescovo P. L. Speranza nel massimo della fioritura dell’organo ottocentesco e, a distanza di quarantadue anni nel pieno sviluppo della riforma, i due regolamenti (1905, 1906) del vescovo G. M. Radini Tedeschi. Questi documenti hanno per oggetto la musica della liturgia nelle parrocchie, in particolare l’utilizzo degli

organi;

‒ l’analisi delle articolate risposte di 647 parroci-rettori parrocchie, tratte dai due Questionari (del 1858 con 307 risposte su 348 parrocchie e del 1905 con 340 risposte su 352) inviati rispettivamente prima delle visite pastorali con argomentazioni sull’organo, sul suo utilizzo, sugli organisti, sulla retribuzione e sul canto popolare religioso;

‒ i regesti di tali risposte sono nell’allegato CD; la relazione Riforma in senso liturgico degli organi classici di Guglielmo Mattioli (1857-1924), conosciuta anche col titolo Per la riforma degli organi Serassiani, al I° Congresso Lombardo di Musica Sacra del 1907 svoltosi a Bergamo; tale relazione è presa a riferimento dai riformisti;

‒ la rinascenza dell’organo classico con gli sviluppi territoriali.

Emerge che la riforma ha assunto sin dai primi anni del proprio avvento connotati territoriali, talvolta complessi e contrastanti. Le novit. sono notevoli e diverse da quelle proposte dagli studi pubblicati.

Si nota che:

• la riforma dell’organo classico venne calata dall’alto;

• gli organisti parrocchiali e i parroci erano contenti dell’organo classico presente nelle loro chiese;

• nelle parrocchie ci si comportava in maniera consona al buon senso, al contegno religioso, ben diff uso negli organisti e nei parroci;

• gli organisti parrocchiali, per lo più dilettanti, assunti dalle fabbricerie con il consenso dei parroci, utilizzavano l’organo in modo ragionevole, al di là di qualche opportuna lamentela;

• gli organi non avevano bisogno di alcuna modifi ca per essere ‘liturgici’, perché lo erano di per sé già fin dal loro nascere;

• l’esecuzione della musica ‘liturgica’ riusciva anche sugli organi detti ‘non liturgici’ per la sola colpa di essere antichi!

Un libro che apre nuovi orizzonti di ricerca. C’è futuro solo se ci portiamo sulle spalle il passato!