Maria Cecilia Farina in concerto

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Domenica, 26 Ottobre, 2025 - 16:30
chiesa Madonna degli Angeli
Vigevano PV
Italia

interpreta "Alessandro Scarlatti e la scuola napoletana"

Sezione Concerti

 

Vigevano, Chiesa della Madonna degli Angeli, 26 ottobre 2025, ore 16.30

Organista Maria Cecilia Farina

 

Alessandro Scarlatti e la scuola organistica napoletana

 

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)             Toccata aperta d’organo                  

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)               Sonata in La magg. K.208               

Alessandro Scarlatti                                     Toccata in sol (Spiritoso – Largo)   

Leonardo Leo (1694 – 1745)                       Toccata in Sol magg.                                             

                                                                     Pastorale                                           

Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736)  Sonata in Fa magg.                           

Domenico Scarlatti                                       Sonata K. 87                                     

Alessandro Scarlatti                                     Toccata in La magg. (Allegro – Presto –  Partita alla lombarda – Fuga)

 

 

Note sul programma, a cura di Maria Cecilia Farina

Il terzo centenario della morte di Alessandro Scarlatti (Palermo,1660 – Napoli 1725) offre lo spunto per questo programma all’organo Rondini - Serassi di S. Maria degli Angeli, il più antico di Vigevano, in ricordo dell’Avvocato Giuseppe Giglia. Ad Alessandro Scarlatti, considerato uno dei maggiori maestri della scuola napoletana, sono accostati brani di autori coevi o di poco posteriori. Gli Scarlatti furono una famiglia di musicisti di origine siciliana: se ne contano almeno una decina, di cui Alessandro e il figlio Domenico (Napoli, 1685 – Madrid, 1757) sono i più illustri. La produzione di Alessandro è gigantesca ed eccelle in tutti i generi, dal teatro alla musica sacra (in particolare gli Oratori, che compose in prevalenza a Roma), a quellada camera. Le sue numerose composizioni per tastiera sono destinate al clavicembalo o all’organo, secondo la prassi dell’epoca che non prevedeva, perlomeno in Italia, una netta distinzione tra la letteratura per gli strumenti “da tasto”. Si tratta per lo più di Toccate, pagine virtuosistiche e dal carattere imprevedibile e improvvisativo, in cui la fantasia prevale sulla struttura formale. Poco spazio è lasciato all’austerità delcontrappunto e l’effetto retorico è dato dalla giustapposizione rapsodica di sezioni che rappresentano “affetti” contrastanti. Il programma offre l’opportunità di mettere a confronto vari stili dell’epoca, da quello improvvisativo e libero delle toccate di Scarlatti senior, alla scrittura più “galante” dei maestri napoletani di due generazioni successive: Leonardo Leo (S. Vito dei Normanni, 1694 – Napoli, 1744), Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 1710 – Napoli, 1736) e Domenico Scarlatti. Quest’ultimo, nel mondo caleidoscopico delle sue Sonate ha saputo coniugare con straordinaria genialità lo stile napoletano-romano della sua formazione e della prima attività in Italia alle influenze iberiche: si trasferì infatti in Portogallo nel 1720 come insegnante dell’Infanta Maria Barbara e nel 1729, quando la principessa andò sposa al re di Spagna, la seguì, stabilendosi definitivamente a Madrid. Del mix italo-ibericoassolutamente unico ed indefinibile che è il mondo scarlattiano, il programma offre due esempi: le Sonate in stile cantabile K. 208 e K. 87, pagine di commosso patetismo. In chiusura del concerto si torna infine allo Scarlatti “senior” con una delle sue più ampie e virtuosistiche Toccate: quella in La maggiore, articolata in quattro movimenti che comprendono anche una danza (Partita alla lombarda) e una baldanzosa Fuga conclusiva.