MUSICA VIVA / Today’s Italian Organ Music - Domenico Severin

Tu sei qui

 

 

MUSICA VIVA – Today’s Italian Organ Music

1 c.d. APPASSIONATO AP.015.2019.04

Domenico Severin
Organo Delmotte (1952)/Thomas - Klais (2018), Collégiale Sainte-Waudru, Mons, Belgio

 

Che Domenico Severin fosse un grande organista non è certo una sorpresa. Basti considerare la prolifica attività concertistica che lo ha visto protagonista a livello mondiale e la ricca attività discografica con oltre 20 registrazioni all'attivo.

 

Del tutto inaspettata per chi scrive è invece la sua attività di discografico e tecnico del suono; Domenico infatti è titolare dell'etichetta APPASSIONATO, per la quale ha già prodotto 15 registrazioni, dieci delle quali lo vedono direttamente protagonista, come solista o affiancato alla moglie Hélène Le Cointre-Severin.
Il CD nasce dall'intenzione di affrontare la spinosa questione della scuola di composizione organistica contemporanea, soffermandosi sul panorama italiano, contraddistinto negli ultimi cinquant’anni da una sorta di paralisi creativa.

 

Scrive a questo proposito Domenico Severin...«La prima idea di questa produzione risale a qualche anno fa quando, a seguito di alcuni CD registrati per le etichette Syrius e Rainbow, dedicati all’organo italiano di fine Ottocento e inizio Novecento, e di un CD in omaggio alla figura dell’amico Massimo Nosetti nel quale ho avuto l’onore di interpretare una parte significativa della sua produzione organistica, mi pareva necessario completare il mio lavoro sulla musica per organo italiana dando spazio e voce alla produzione attuale. La panoramica delle possibili opzioni di lavoro, dopo aver contattato alcuni amici organisti e compositori, si è rivelata molto ampia. Parecchi giovani organisti si cimentano con successo nella composizione, interpretando in concerto le proprie opere con positivo riscontro presso il pubblico. Ho scelto dunque di focalizzare il disco sulla produzione degli organisti-compositori tra i quali, pur con la necessaria modestia, ho voluto includermi.»

 

«Mi sono rapidamente reso conto che i brani scritti da compositori non organisti, che compongono solo occasionalmente per questo strumento, richiedono all’interprete un lavoro molto delicato di “appropriazione” del brano. Lavoro che, nella maggioranza dei casi, non può essere svolto se non in collaborazione con il compositore stesso. Addirittura il compositore in certi casi dovrebbe essere presente alla registrazione. Sono procedimenti tipici della produzione musicale contemporanea; da una parte permettono una ricerca molto approfondita e personalizzata in quanto a linguaggio ed esplorazione strumentale, dall’altra non permettono un approccio diretto alla partitura».

 

«La musica composta dagli organisti è, nel buon senso del termine, più immediata. Scritta spesso per esigenze concertistiche, essa calza a perfezione su strumenti anche molto diversi tra loro e li fa parlare nel migliore dei modi. La ricerca di un linguaggio personale prende in questo caso un’altra connotazione e la sorpresa di questo disco è proprio la varietà di idiomi presenti nell’odierna scuola organistica italiana. In questa antologia contemporanea, che ha preso forma grazie al generoso apporto di vari colleghi, ho cercato di rappresentare ciascuno con fedeltà ed obiettività».

 

Il CD è decisamente pregevole, partendo da una presa del suono molto viva e presente, al punto da penalizzare talvolta l’acustica della Collégiale con un suono a tratti un po’ asciutto.

 

Vediamo quindi ciò che più impressiona del repertorio inciso, gran parte del quale è stato composto “ad hoc” e dedicato all’interprete. Indubbiamente efficace il Jubilant Präludium (2015) di Grimoaldo Macchia (b.1972), sul ricorrente corale luterano Lobe den Herren, den mächtigen König der Ehren, protagonista di veree proprie arabesques giubilatorie interrotte da un fugato nel quale il tema è trasposto in minore.

 

L’opera più riuscita dell’intera registrazione è, per chi scrive,il meraviglioso Hommage to E.A. Poe: The Arrival of Red Death di Marco Lo Muscio (b.1971). Composto nel 2010, ispirato dall’omonimo racconto del terrore di E.A. Poe e dedicato all’organista inglese Andrew Canning, titolare della Cattedrale di Uppsala, si tratta una delle opere che prediligo del compositore e concertista romano, musicista decisamente poliedrico. Il brano è travolgente, partendo dai roboanti accordi in organo pleno sul nome E-D-G-A-R, mentre nel prosieguo, tra una cadenza e l’altra, ricorre il tema A-L-L-A-N-P-O-E. La resa di Domenico Severin è pressoché perfetta, coadiuvata dalla potenza dell’organo di Mons.

 

Anche La luce da “Veglia Pasquale” (2016) di Federico Borsari (b.1955) è decisamente d’impatto. Basato sul corale pasquale Christ ist erstanden contrapposto agli appelli Lumen Christi! Deo Gratias! sulla Trompette Harmonique, è un passaggio dal pianissimo iniziale al fortissimo finale a simboleggiare tenebre e luce.

 

La scrittura minimalista, quasi ermetica della musicista e musicoterapista Carlotta Ferrari (b.1975) è ben rappresentata da L’isola dei vivi (2017), brano ispirato dal celebre quadro di Arnold Böcklin.

 

La chiusura del CD è affidata al sontuoso Hommage à Philippe de Vitry (2018) dello stesso Domenico Severin (b.1967), ispirato al celebre compositore e vescovo della Cattedrale di Meaux della quale Severin è titolare. Costituito da sette episodi che si intercalano alle frasi del bicinium sul Kyrie Cunctipotens genitor Deus del “Codex Faenza” risalente all’inizio del XV secolo.

 

Completano il programma i tre movimenti (PreludioTierce en taille e la splendida Toccata) dalla “Messa d’organo” (2016) di Lorenzo Bonoldi (b.1977), la virtuosistica Lauda Sion Salvatorem (2012) di Eugenio Maria Fagiani (b.1972), la Comunione dalla “Messa per Organo” (2018) di Gianantonio Alberton (b.1974) e la Zikadenmusik (2018) di Pier Damiano Peretti (b.1974), dedicata all’interprete, un sorta di bucolica scène pastorale notturna, ispirata dal canto delle cicale, come dal titolo omonimo del poema di Heinz-Albert Heindrics.

 

Una nota sullo strumento impiegato. Conosciamo l'esiguità di esemplari di strumenti eclettici in Europa. È chiaro che l‘organo “moderno” non possa essere né una semplice copia storica... né tantomeno l'organo neoclassico nato in Germania negli anni '60 del secolo scorso, che preclude una interpretazione quanto meno credibile di tutta la scuola romantica francese, italiana ed anglosassone. Su cosa far ricadere quindi la scelta per un simile progetto? «Il disco doveva essere registrato inizialmente al grande organo della cattedrale di Meaux dove sono titolare», scrive Domenico Severin. «Questa è anche la ragione del mio brano dedicato a Philippe de Vitry (1291-1361) che è stato vescovo a Meaux dal 1351. A un mese dalla registrazione, purtroppo, l’organo è stato protetto per lavori di restauro sulla cattedrale. Il grande organo della Collegiale di Mons è uno degli strumenti che molto gentilmente Dominique Thomas mi ha proposto per portare a termine il progetto».

 

L’organo della Collégiale di Mons, con 4400 canne ed i suoi 70 registri suddivisi su 4 tastiere (Positif de dos, Grand’Orgue, Récit, Solo) e Pedale, dotato di bassi poderosi (i registri di 32’ sono ben tre, SoubasseBombarde Contrebasse acoustique) rappresenta un buon compromesso per l’interpretazione di un repertorio così vario, ricco di linguaggi differenti e di influssi extraorganistici, ma paga tuttavia una mancanza di morbidezza dei registri di fondo e di mutazione, caratteristica degli organari che ne hanno effettuato il recente restauro, come emerge per esempio nella Tierce en Taille di Lorenzo Bonoldi, dove vorremmo poter ascoltare i colori caratteristici dell’organo classico francese. Siamo lontani insomma dalla morbidezza degli organi romantici francesi, quelli di Cavaillé-Coll per intenderci ma, valutando la resa fonica del repertorio nella sua complessità, la scelta di Mons appare un buon compromesso.

 

Alberto Pedretti

 

* * *

 

MUSICA VIVA, Today's Italian Organ Music

Domenico Severin at the Grandes Orgues Thomas-Klais of Ste Waudru in Mons - Belgium

 

Gianandrea Pauletta (1967) Toccata Tremens (2016)  
Lorenzo Bonoldi (1977) Preludio, Tierce en taille, Toccata, dalla Messa d'organo (2016)  
Eugenio Maria Fagiani (1972) Lauda Sion Salvatorem (2012)  
Carlotta Ferrari (1975) L’isola dei vivi (2017)  
Gianantonio Alberton (1974) Communione, dalla Messa per organo (2018) 
Grimoaldo Macchia (1972) Jubilant Präludium (2015)
Pier Damiano Peretti (1974) Zikadenmusik (2018)
[questo pezzo è ascoltabile in anteprima il calce a questa pagina da parte esclusivamente degli utenti iscritti al presente sito]
Marco Lo Muscio (1971) Hommage to E. A. Poe The Arrival of Red Death (2010) [clicca sul titolo del pezzo per ascoltare in anteprima]
Federico Borsari (1955) La Luce, da Veglia pasquale (2016)  
Pietro Ferrario (1967) Variazioni su Vexilla Regis (2003)  
Domenico Severin (1967) Hommage à Philippe de Vitry (2018) 

 


- per sottoporre una pubblicazione discografica o un libro alla recensione in questo sito internet, scrivere una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: recensioniCHIOCCIOLAorganisti.it

 

*** QUI APPENA IN CALCE GLI UTENTI ISCRITTI AL PRESENTE SITO POTRANNO ASCOLTARE IN ANTEPRIMA IL PEZZO DI PIER DAMIANO PERETTI ***

 

 

Copertina c.d. o libro: