GIGOUT - The complete organ works I - Brooks (1 c.d. Priory)

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GIGOUT

The complete organ Works – I

Gerard Brooks all’organo "Cavaillé-Coll" (1857) della Cattedrale di Perpignano

PRIORY PRCD 761

 

Eugène Gigout (Nancy, 23 marzo 1844 – Parigi, 9 dicembre 1925) è stato un virtuoso dell’organo e della composizione; allievo di Camille Saint-Saëns alla scuola Nyedermeyer di Parigi gli succedette come insegnante di pianoforte ed organo e fu per ben 62 anni organista della chiesa di Saint-Augustin sempre a Parigi. Prese in adozione Léon Boëllmann, che scomparve prematuramente a soli 35 anni. Durante la sua lunghissima carriera organistica Gigout compose un’imponente mole di opere che sono state incise in più dischi dalla Priory. Quello che analizzerò è il primo (e l’unico che sono riuscito a trovare).

L’organo utilizzato è il Cavaillé-Coll della cattedrale di Perpignano, nel Sud della Francia, imponente strumento chiuso in una cassa risalente al 1504 di grandiose proporzioni, che in origine aveva altrettanto grandiose portelle dipinte che furono rimosse nel XVII sec. e conservate sul muro di fronte all’organo. A quanto se ne sa, si tratta delle più grandi portelle d’organo esistenti (e verrebbe voglia di vederle ricollocate sull’organo per goderne appieno l’effetto). L’organo ha quattro manuali nell’inusuale ordine dal basso verso l’alto di Bombardes, Grand Orgue, Positif, Expressif e ovviamente pedaliera con tanto di 32’ acustico ma senza principali (ha solo flauti e bombarde per cui va quasi sempre utilizzata in unione con i Manuali).

I brani registrati non sono in ordine cronologico ma sparso. Si comincia con la Rapsodia su Arie Catalane (1891), poi la Suite di Sei pezzi (1872: Preludio e Fuga, Andante e Allegretto, Fantasia, Andantino, Larghetto, Andante Sostenuto) e si conclude con i Tre Pezzi (1885: Preludio e Fuga in Mi bemolle, Andante Yarié, Allegro con Brio). Il gusto per l’arte popolare (Rapsodia) e per la musica esotica (Andante Yarié dei Tre Pezzi) è derivato dallo stile del suo maestro Saint-Saëns, ma qui viene filtrato dalla erudizione non solo musicale dell’autore.

L’interprete suona molto correttamente i pezzi proposti, anche se un po’ di tempo rubato qui e lì non avrebbe fatto male, anzi avrebbero dato qualcosa in più all’esecuzione. Forse il nostro interprete non padroneggia al massimo l’organo, sia per l’inusuale collocazione dell’ordine delle tastiere sia per la malcelata distanza culturale che pare esista fra organi francesi e organisti inglesi e che qui, volente o nolente, si nota a sprazzi.

Il libretto, tutto in inglese, è particolarmente ricco di informazioni: sull’autore, sui singoli brani che compongono le Suites, sull’organo e sull’organista, il che lo rende particolarmente prezioso e che fa venire voglia di cercare i dischi successivi per avere l’intera opera omnia per organo di Gigout. Vi sono anche le foto dell’autore, del monumentale organo e della sua consolle ma manca quella dell’interprete.

 

Graziano Fronzuto

 

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