Rheinberger: Organ Music - Carlo Guandalino - 2 c.d. Brilliant Classics

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Rheinberger: Organ Music

Carlo Guandalino

all’organo "Alessio Lucato" (2015) della chiesa di San Michele delle Badesse a Borgoricco (PD)

2 CD Brilliant n. cat. 95466 (2017)

 

Per chi è Rheinbergeriano credente e praticante come me, quest’anno è particolarmente importante in quanto ricorre il 25 novembre il 120° anniversario della sua salita nelle Celesti Cantorie. Quindi mi aspettavo novità importanti per celebrarlo e dopo lunga attesa alla fine ne è venuta fuori una particolarmente interessante segnalatami dall’amico m° Paolo Bottini che ringrazio.

Josef Gabriel Rheinberger fu un organista di grandissima fama: nato nel Liechtenstein nel 1839 (precisamente a Vaduz il 17 marzo) studiò organo a Monaco grazie ad una borsa di studio concessagli dal Principe e a Monaco trascorse maggior parte della sua vita. Qui conobbe la moglie Franziska Romana Ursula von Hoffnaaß (Maxirain 18.10.1831-Monaco 31.12.1892) detta Fanny -di pochi anni più grande di lui- che fu la sua musa ispiratrice per tutta la vita sin dall’anno delle nozze (1867), tanto che dopo la sua scomparsa a partire dal 1893 Rheinberger cambiò stile, divenendo più tragico e melanconico; fu introdotto negli ambienti più notabili della Baviera dalla moglie, di famiglia nobile, che lo fece entrare come pianista nei salotti e nelle sale da concerto più importanti della Baviera. Insegnante di composizione al Conservatorio di Monaco, conduceva vita regolare e anche un po’ appartata con la moglie; ogni giorno pare si dedicasse per almeno tre ore alla composizione (cosa che gli valse il dileggio di Wagner, che lo lasciò del tutto indifferente) e ciò spiega la scrittura di innumerevoli opere tra cui le Venti Sonate per organo, 12 Messe, la cantata “La stella di Betlemme”, la suite per violino e organo, due concerti per organo e orchestra ecc.ecc.

Organista della chiesa di San Michele, con sua moglie donò l’organo nuovo della chiesa, purtroppo distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, oggi ricostruito esteticamente identico ma sostanzialmente diverso nella disposizione fonica e tenuto da uno spocchiosissimo organista che fa rivoltare nella tomba Rheinberger e la moglie.

Per le alte benemerenze artistiche fu nobilitato dal re di Baviera nel 1888 con il privilegio di portare il predicato “von” davanti al cognome (per questo nei titoli si trova spesso Josef Gabriel von Rheinberger).

Torniamo alla novità segnalatami. Mi aspettavo un CD tedesco inciso da un organista tedesco su un organo tedesco, invece, sorprendentemente, si tratta di un CD doppio inciso dall’organista Italiano Carlo Guandalino all’organo recentissimamente costruito da Alessio Lucato per la chiesa di San Michele delle Badesse a Borgoricco (PD).

Quindi la sorpresa era ancora più appetibile, conoscendo la scarsa frequentazione degli organisti Italiani nel repertorio Rheinbergeriano e la ancor più scarsa propensione degli organi moderni Italiani al medesimo repertorio. Invece, il doppio CD sorprende per la buona fusione degli elementi Italiani con quelli Tedeschi e l’interpretazione degna di nota di Guandalino dei brani proposti nonché la timbrica adeguata dell’organo.

Forse tutto ciò è dovuto all’origine veneta dell’organaro e dell’organista che è in linea con il celebre compositore veneto Ermanno Wolf-Ferrari che, come gentilmente segnalatomi dall’avv. Guglielmo Giarda, figlio di Goffredo Giarda organista e compositore a sua volta allievo di Wolf-Ferrari, fu allievo di Rheinberger (insieme a tanti altri tra cui Engelbert Humperdink e Wilhelm Furtwangler e Josef Renner i cui dodici trii op 39, ispirati ai trii di Rheinerger, torturano gli studenti d’organo italiani da almeno un secolo).

Sta di fatto che il doppio CD è estremamente godibile e, da Rheinbergeriano quale sono, posso affermare che è molto più Rheinbergeriano di tante incisioni anche tedesche deludenti (penso ad uno in particolare che ha inciso molti CD di musica di Rheinberger rovinandola con le sue interpretazioni inascoltabili e irritanti per le mie orecchie: Wolfgang Rübsam).

Veniamo ora al contenuto dei dischi:

Il primo Disco contiene: Sonata per Organo n.4 in Fa minore Op. 98 (Moderato – Intermezzo – Fuga Cromatica); Dieci Trii per Organo Op. 49 (I. Andante, II. Moderato, III. Adagio, IV. Allegretto quasi andantino, V. Con moto, VI. Alla breve, VII. Andantino amabile, VIII. Adagio ma non troppo, IX. Moderato, X. Andante molto; Passacaglia in mi minore dalla Sonata per Organo n.8 Op. 132

Il secondo Disco è integralmente dedicato ai Dodici Pezzi Caratteristici Op. 156, scritti dopo la scomparsa di Fanny: I. Praeludium, II. Romanze, III. Canzonetta, IV. Intermezzo, V. Visione, VI. Duetto, VII. In memoriam, VIII. Pastorale, IX. Klage [tristezza], X. Abendfriede [pace della sera], XI. Passacaglia, XII. Trauermarsch [marcia della desolazione].

La scelta dei Dieci Trii e dei Dodici Pezzi Caratteristici è quanto mai adeguata all’organo che viene infatti utilizzato con molta maestria e con le giuste nouances anche con respiri e piccoli rubati che arricchiscono l’interpretazione. Sono rimasto invece un po’ deluso dalla scelta della Quarta Sonata -che necessita a mio avviso di un organo più grande- e della monumentale Passacaglia estratta dalla Ottava Sonata, che è famosa anche per una bellissima Fuga.

Sarebbe stato meglio rinunciare alla quarta e incidere l’intera ottava, per non lasciare un pezzo appeso e fuori contesto in mezzo agli altri pezzi incisi integralmente. E comunque l’organo -nonostante sembri più grande dei suoi pur rispettabili 38 registri- risulta troppo piccolo per l’Ottava Sonata ed in particolare per la Passacaglia qui incisa. Guandalino fa quello che può, e lo fa anche molto bene, ma l’organo è quello che è e più di tanto non può dare. Ascoltare la coda senza un 32’ reale e una Zimbel Mixture è un vero peccato.

Guandalino dimostra anche una versatilità inusuale: prima di questo doppio CD ha inciso l’integrale delle opere per organo di Domenico Zipoli, compositore lontanissimo per nazionalità, per epoca e per stile da Rheinberger, ma evidentemente non gli difetta il talento e di ciò ne sono molto lieto e lo sottolineo.

Infine, due parole vanno spese per i tecnici del suono della Brilliant: sono riusciti a rendere quasi “dry” un ambiente che a giudicare dalle fotografie dell’interno della chiesa (navata unica coperta da una grandiosa volta a botte) dovrebbe risultare molto risonante e dotato di un lungo riverbero.

In conclusione, il giudizio complessivo non può che essere largamente positivo. Il CD doppio è convincente ed avvincente e merita di stare nella collezione di tutti gli amanti della musica d’organo e degli amanti della musica della seconda metà dell’ ‘800.

Novembre 2021

Graziano Fronzuto