Sweelinck: Complete Harpsichord and Organ Music - Daniele Boccaccio

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Sweelinck: Complete Harpsichord and Organ Music

Composer Jan Pieterszoon Sweelinck
Artist Daniele Boccaccio
Format 6 CD «Brilliant Classics»
Cat. number 95643
EAN code 5028421956435
Release April 2020

 

Recensione a cura di Luca DELLACASA

 

Musicista poco incline agli spostamenti, anche se i contatti con i contemporanei tastieristi inglesi non mancarono (risiedette per quasi tutta la sua vita ad Amsterdam dove fu organista, come il padre, il nonno, il figlio e uno zio), Sweelinck rappresenta uno dei capisaldi tra gli organisti delle generazioni post-frescobaldiane e pre-bachiane. Abilissimo improvvisatore, l’Orfeo di Amsterdam (così venne definito ai suoi tempi) mantenne l’incarico di organista della Oude Kerk di Amsterdam per tutta la vita, spostandosi solo in rari casi, per restaurare o collaudare altri organi, o per fare il consulente – tecnico, mansione diffusa tra gli organisti, che venivano richiesti per il miglioramento di strumenti esistenti.

 

La produzione tastieristica di Sweelinck comprende composizioni libere (Toccate, Fantasie), variazioni su corali, variazioni su motivi popolari o danze. Il celeberrimo Ballo del Granduca è stato a lungo attribuito a Sweelinck ma oggi sulla sua autenticità si riscontrano forti dubbi.

 

Le edizioni a stampa dell’opera omnia di Sweelinck sono quelle a cura della Koninklijke Vereniging voor Nederlandse Muziekgeschiedenis (Reale Società per la Storia della Musica dei Paesi Bassi) del 1974, quella pubblicata a cura di Siegbert Rampe che vede la luce per Bärenreiter nel 2003, mentre è del 2004-5 la versione che esce per i tipi di Breitkopf a cura di Pieter Dirksen e Harald Vogel.

 

Tra le varie edizioni discografiche, dopo quella in vinile degli anni ’80 del ‘900 di Ton Koopman, e le più recenti, ossia la selezione di Gianluca Cagnani per Elegia (2012) e l’opera omnia dell’organista olandese Léon Berben (2015), l’interpretazione dell’organista pisano Daniele Boccaccio spicca senz’altro per scelte esecutive e di registrazione, brillantezza del tocco, chiarezza delle esposizioni contrappuntistiche, precisione del fraseggio, attenzione massima alle caratteristiche di “musica vocale” che queste pagine sottendono. 

 

Nelle Fantasie riesce a rendere quanto mai evidente quel carattere di 4 voci che “cantano”; nelle Toccate, sia all’organo sia al cembalo, riesce ad esaltare quel carattere improvvisativo e di ricerca delle differenti sonorità delle varie zone della tastiera; nelle variazioni su corali, con l’utilizzo di una sapiente registrazione rende davvero interessanti le diverse tipologie di scrittura, ora omoritmiche, ora contrappuntistiche, differenziando ogni singola variazione attraverso un diverso “colore”, tenendo conto dell’ambitus della tastiera che via via il compositore mette in risalto, non tralasciando ovviamente il carattere del testo del corale oggetto della composizione. 

 

Nelle variazioni su motivi popolari il carattere di solennità e di regolarità nella scrittura lasciano il posto ad una maggiore libertà e leggerezza, portando di conseguenza l’esecutore ad esaltare queste caratteristiche con una adeguata e più fresca articolazione.

 

Insomma, un’interpretazione di riferimento per chi voglia avvicinarsi ad un ascolto critico e davvero storicamente informato dell’opera del compositore olandese.

 

Un cenno doveroso agli strumenti scelti: l’Arp Schnitger della Johanneskirche di Oederquart; il Fritz Scherer della Marienkirche di Lemgo (ricostruito da Roman West nel 2009/2010); l’organo gotico nella Andreaskirche di Ostönnen, uno dei più antichi organi esistenti (seconda metà del XV sec.) ancora in perfetta efficienza (restaurato sempre da Roman West tra 2000 e 2003), e un clavicembalo fiammingo copia di Joannes Couchet (1679) realizzato dal cembalaro siciliano Sebastiano Calì nel 2017.

 

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