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La piaga degli "animatori" liturgici

MessaggioInviato: 20/01/2018, 9:50
da admin
Ricordando l'impareggiabile figura del recentemente scomparso «musicista che suona l'organo», quale si definiva il francese Pierre PINCEMAILLE http://www.organieorganisti.it/pincemaille-in-memoriam , desideriamo citare una sua dura affermazione:

- «È quantomeno inaudito che, in molti casi, l’organista sia subordinato ad un animatore spesso incompetente in musica, reclutato tra i parrocchiani, e che gli impone una scelta di canti abominevoli, tipo canzonetta da varietà di più bassa lega. Questo repertorio orribile è la vergogna (sul piano artistico) del cattolicesimo contemporaneo». [Le Monde, 15/1/2018]

Spesso si cita la Francia come un luogo ideale per il miglior accoglimento della professionalità di un organista in ambito liturgico... ma proprio in questo paese (ove un organista "titolare", magari reclutato per regolare concorso, ha un regolare contratto di lavoro ma non guadagna più di 700 euro netti al mese!), il repertorio dei canti liturgici non è talmente esemplare come potremmo pensare, benché forse il peggio del peggio lo possiamo trovare, sempre più spesso, nelle nostre parrocchie in Italia ove invece, tanto per cominciare, l'organista in chiesa conta meno del sacrestano!

Per avere una migliore impressione del (pur sempre abusato) termine di "animatore" nell'ambito del culto della chiesa cattolica, proponiamo la lettura di un articolo di Giacomo Mezzalira - riferito all'unico vero animatore liturgico (cioè effettivo responsabile del canto e della musica in chiesa) che dovrebbe essere l'organista (assieme all'eventuale direttore del coro o maestro di cappella) - consultabile cliccando http://www.animatoreliturgico.it .