Concerto di Michael Radulescu

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Giovedì, 8 Settembre, 2011 - 23:00

all'organo "Giani" (2003)

Sezione Concerti

Organizzatore / Partners:
Accademia Maestro Raro di Casalpusterlengo (LO)
Programma:

Georg Muffat - Toccata VII
(1653 – 1704) - Ciacona in Sol
(„Apparatus musico – organisticus“, Salisburgo 1690)

Antonio Vivaldi - Concerto per violino & orchestra, op. VII no. 5, „Il Grosso Mogul“
(1678 – 1741) (versione organistica di J.S. Bach, BWV 594):
(Tempo ordinario) – Recitativ. Adagio – Allegro

Michael Radulescu - „MADRIGALI“ (opera comissionata per l’organo storico Egedacher,
(1943) 1731 di Vornbach/Baviera, 2010)

J. S. Bach - Preludio & Fuga in mi minore, BWV 548
(1685 – 1750)

Michael Radulescu suona l'organo "Giani" 2003 della basilica di S. Antonino in Piacenza [http://win.organisti.it/giani.htm ]

MICHAEL RADULESCU proviene da una famiglia di musicisti ed è nato nel 1943 da padre rumeno e madre tedesca. Dopo le prime lezioni di musica, impartitegli in casa, ed i primi tentativi di composizione, ha intrapreso nel 1956 lo studio dell’organo con Victor Bickerich e nel 1957 quello di composizione presso il famoso Mihail Jora, allievo di Reger. Dopo aver frequentato l’accademia estiva “Mozarteum” a Salisburgo nel 1964 e 1965 ha continuato i suoi studi presso l’Accademia di Musica (oggi Universität für Musik und Darstellende Kunst) a Vienna, seguendo i corsi di organo e musica sacra presso Anton Heiller e di direzione con Hans Swarowsky.
Da suo debutto nel 1959 Radulescu esercita un’intensa attività concertistica, che lo ha condotto attraverso tutta l’Europa, negli USA, in Canada, Australia, Giappone e Corea.

Dal 1968 Michael Radulescu è professore d’organo alla Universität für Musik und darstellende Kunst a Vienna e dal 1990 direttore dell’Accademia Bach a Porrentruy in Svizzera. Dal 1971 al 1990 ha tenuto il corso estivo d’organo in occasione dei corsi internazionali di perfezionamento nel principato di Liechtenstein e dal 1977 al 1989 ha diretto l’Accademia d’organo italo-tedesca nella cornice dell’Accademia estiva per musica antica di Innsbruck. Michael Radulescu si impegna continuamente in conferenze e corsi di perfezionamento in Europa ed oltremare, partecipa in qualità di giudice a prestigiosi concorsi per musica d’organo, si dedica ad edizioni di musica organistica antica ed antichissima (Paul Hofhaymer, Georg Muffat, Nicolaus Bruhns, Musica del Medio Evo). In 1999 e stata pubblicata presso la casa editrice Doblinger (Vienna/Monaco) la sua ricostruzione della cantata “Ihr Tore zu Zion” BWV 193 di J. S. Bach.

Dal 1983 Michael Radulescu è sempre più attivo anche come direttore d’orchestra.

Notevole è il ciclo delle Sinfonie di Beethoven (2002-2004) su strumenti storici da lui diretto nell’antica chiesa dei Gesuiti a Porrentruy/CH.

Nella sua attività interpretativa e pedagogica rivestono particolare interesse le opere per organo e le grandi composizioni vocali di Johann Sebastian Bach, il loro studio, la loro interpretazione e prassi esecutiva.

In febbraio 2004 Michael Radulescu ha finito in collaborazione con l’Atelier d’Axiane l’incisione dell’opera omnia organistica di J. S: Bach al prestigioso organo Ahrend di Porrentruy/CH, incisione dal vivo, senza nessun montaggio manipolativo.

Come compositore Michael Radulescu è stato molto influenzato del mondo sonoro di Hindemith, di Webern, di Ligeti, e soprattutto di Messiaen e di Carl Orff ma anche della musica e dell’estetica del medio evo europeo.

Le composizioni di Michael Radulescu comprendono opere corali, musica per organo, opere per canto ed organo, musica orchestrale e da camera, ed hanno ottenuto riconoscimento con diversi premi e richieste di composizioni da parte di famosi ensemble. In 2003 fu compiuta e eseguita per la prima volta nella cattedrale di Graz/A la sua Passione (“Leiden und Tod unsres Herrn und Heilands Jesus Christus”) per doppio coro, doppia orchestra, contralto solo e basso solo.

Il suo lavoro, sia come compositore sia come interprete e pedagogo, è rivolto ad indagare la relazione fra l’antica concezione della musica e quella dell’epoca attuale, fra prassi musicale antica e del presente.