La Santa Sede proibisce l’introduzione dei cosiddetti “organi di Hammond” in chiesa

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Ritratto di olimaioc

 

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Mons. Fiorenzo ROMITA [*]

 

Congregazione del Sacro Consiglio

 

1949

 

La Santa sede proibisce l’introduzione dei cosiddetti “organi di Hammond” in chiesa

 

 

Sommario

 

Premessa – Le due dichiarazioni della Congregazione per i Sacri Riti – descrizione dell’Hammond – l’aspetto acustico-musicale dell’Hammond- l’" Hammond " non è un organo- l’aspetto estetico dell’Hammond - l’aspetto tecnico dell’Hammond – l’aspetto economico dell’Hammond – l’aspetto liturgico dell’Hammond - Risposte a varie obiezioni - Conclusioni –

 

 

Parte Prima

 

Premessa

 

1 – Un’accesa controversia, sia in Italia che all’estero, si è sviluppata per diversi anni riguardo i cosiddetti “organi di Hammond” e la loro possibile introduzione in chiesa.

 

Fin da quando la ditta “MicroTecnica” di Torino, distributrice Hammond per l’Italia ha lanciato un nuovo prodotto sul mercato con una campagna pubblicitaria vasta, ben ideata e ponderata, mirando soprattutto alla sua convenienza economica, il problema dell’introduzione dell’Hammond in chiesa è diventato di considerevole importanza.

Infatti, sia i costi elevati degli organi a canne che la necessità di dotare chiese che sono state ricostruite dopo la guerra di uno strumento liturgico che sostituisca precedenti organi fuori uso, sono le ragioni che hanno rivolto opportunamente vari settori dell’opinione pubblica verso gli Hammond.

La sua novità (omne ignotum pro magnifico) ha arricchito tale orientamento, in base all’efficace propaganda, di elementi interessanti, ottenendo profitti su ogni strumento venduto dall’azienda.

 

Le due dichiarazioni della Congregazione per i Sacri Riti

 

2 – Naturalmente una decisione dovette essere presa dalla Santa Sede.

La Santa Sede ha da molto tempo deciso di proibire l’introduzione dell’Hammond in chiesa.

Infatti il 14 Aprile 1938 il Presidente Generale delle “Orme Limitate” ha richiesto indirettamente l’approvazione per l’uso liturgico dell’Hammond alla Congregazione per il Sacro Consiglio che in risposta, con lettera datata 15 Dicembre 1938, n. D10-38, avendo sentito il responso della commissione, non trovando cosa ci sia di liturgicamente richiesto nel nuovo tipo di organo, negò la richiesta di approvazione almeno per il momento.

 

3 – Più tardi la stessa Congregazione per i Sacri Riti confermò in forma assoluta e definitiva la stessa decisione come segue: “Ill.me Domine, petitioni D.T. diei 24 elapsi mensis iunii ad hanc Sacram Rituum Congregationem missae circa introductionem in ecclesias et approbationem organorum Hammond pro sacris functionibus, Sacra haec Congregatio, omnibus mature perpensis, audito quoque Consultorum suffragio, respondendum censuit: NEGATIVE. Quae dum T.D. communico, omnia fausta in Domino adprecatus permaneo. Romae, die 4 septembris 1939. A. Carinci, S.R.C. Secretarius”.

Non c’è alcun dubbio che la citata decisione, assieme alla precedente decisione della Congregazione per i Sacri Riti, sebbene rivolta a persone specifiche, considerando però la forma generale in cui ciascuna domanda e risposta erano espresse, erano in linea generale equivalenti.

Il motivo per cui una tal decisione non fu pubblicata è anch’esso spiegato: Non fu dovuto a una nuova legge, ma a preesistenti e definiti obblighi.

Considerando che si è recentemente tentato di cambiare l’attuale divieto o quanto meno di mitigare la summenzionata C.S.R., pensiamo sia meglio spiegare le ragioni di leggi e fatti che supportano solidamente la sua causa.

 

Descrizione dell’Hammond

 

4 – Ciascuna nota della scala musicale temperata ha una certa frequenza e altezza e l’intervallo medio è formato da 91 note. Ognuna differente dall’altra.

L’organo di Hammond crea tutte queste frequenze e semplici suoni sinusoidali dotati di tono perfetto e liberi da armonici e toni superiori, altrimenti conosciuti come suono fondamentale puro.

Essi sono ottenuti attraverso un generatore formato da una serie di dischi metallici chiamati “ruote foniche” e da un motore sincrono che ruota a una determinata velocità.

Questi dischi, la cui circonferenza è coperta da una serie di denti simmetrici, ruotano in un campo magnetico generato da un magnete permanente, su cui è avvolta una bobina.

Quando la punta di un dente si avvicina al punto più basso, nel passare di fronte al corrispondente magnete, il campo magnetico varia e all’interno della bobina si crea una piccola corrente alternata.

Ora se in un secondo passano davanti al magnete 440 punte, la corrente dovrebbe essere di 440 oscillazioni al secondo che dovrebbe perciò corrispondere alla frequenza della nota “LA”, ossia il corista internazionale standard. Se queste ruote hanno più o meno denti che circondano la loro circonferenza, queste produrranno rispettivamente una frequenza più alta o più bassa.

Il timbro del suono è un suono risultante che deriva dalla quantità e qualità di armonici che sono introdotti all’interno della tastiera principale.

Nell’organo di Hammond questo è ottenuto attraverso regolatori armonici per le combinazioni mobili e attraverso l’introduzione di pistoni mobili per le combinazioni prefissate, già mescolate sotto forma di corrente modulare o segnale.

Le differenti correnti create dal generatore, modulate dai regolatori armonici non sono udibili finché non proseguono dopo alcune trasformazioni e amplificazioni nelle bobine delle unità elettrodinamiche contenute nei diffusori sonori.

Il suono sarà l’esatta riproduzione in onde sonore delle correnti e delle frequenze acustiche generate dalla consolle.

 

 

Parte Seconda

 

L’aspetto acustico – musicale dell’Hammond

 

5 – Tutti sappiamo che il suono è una sensazione prodotta dentro di noi quando l’orecchio (in particolare il nervo acustico) è stimolato dalle vibrazioni di una fonte sonora.

Tali vibrazioni possono essere prodotte dalle oscillazioni di una corda o di una membrana o dall’introduzione di aria in una canna, ecc.

Con l’uso dell’elettricità nelle più disparate applicazioni pratiche, fu naturale pensare di produrre vibrazioni dell’aria attraverso questo innovativo e meraviglioso mezzo.

Sono iniziati vari esperimenti e progetti utilizzando questo sistema alla fine dell’800 e così dal “telarmonium” di Taddeo Cahill siamo passati all’Hammond.

Ora, guardiamo al modo in cui il suono dell’Hammond è prodotto.

Infatti il suono dell’Hammond è prodotto dalla trasformazione di onde elettriche in onde estremamente tenui che poi vengono amplificate da un altoparlante.

La consolle stessa non produce suono, ma onde elettriche che saranno trasformate in onde sonore da diffusori acustici.

Questi contengono l’adeguata amplificazione e due unità elettrodinamiche che trasformano le onde elettriche in onde sonore e infine le diffondono.

Questo è il sistema usato dalle radio. La differenza è che mentre le radio riproducono suoni che sono già stati prodotti, l’Hammond produce onde elettriche che vengono poi trasformate in suono nell’unità di diffusione.

Questa differenza è importante se consideri la causa remota del suono, ma è irrilevante da un punto di vista acustico-musicale se consideri solo l’uscita finale del suono così com’è che è, sia nell’Hammond che nella radio, l’onda elettrica amplificata dall’altoparlante.

Un’altra differenza tra l’Hammond e la radio è che il primo necessita di essere suonato da una persona (come qualsiasi altro strumento), mentre la radio funziona con l’azionamento di una manopola che può essere effettuata da chiunque non abbia mai saputo suonare uno strumento.

 

In altre parole la musica trasmessa per radio o giradischi dà idea di uno o più musicisti che suonano, in contemporanea nella radio, in differita nel giradischi e infine in entrambi il tocco umano (hic et nunc) è sempre necessario: l’azione umana che è più o meno complessa e intelligente, può richiamare per il gusto musicale (a differenza della conoscenza tecnica) quando sceglie sensibilmente i controlli e dosa appropriatamente una trasmissione radiofonica o una riproduzione con sensibilità così come può essere un servizio liturgico. Perciò se per caso l’Hammond fosse ammesso in chiesa anche la radio e il giradischi lo dovrebbero; si dovrebbero aprire le porte per introdurre in chiesa anche tali apparecchi.

 

6 – Analizziamo ora la natura del suono prodotto dagli strumenti musicali paragonati a quello prodotto dall’Hammond. Le qualità e caratteristiche distinte del suono sono tre: altezza, intensità e timbro. L’altezza o grado di picco di un suono è direttamente proporzionale al numero di vibrazioni emesse dallo strumento in un certo lasso di tempo. L’intensità o livello di potenza di un suono è direttamente proporzionale alla diffusione delle vibrazioni. Il timbro è il tono speciale del suono e dipende dalla qualità, quantità e intensità dei suoni armonici che accompagnano il suono fondamentale.

 

Ora pensiamo al suono dell’Hammond

 

La sua altezza è data dalle ruote foniche che producono lo stesso numero di oscillazioni elettromagnetiche delle vibrazioni emesse dalle note musicali, tanto a lungo quanto la velocità del generatore che aziona queste ruote foniche è costante.

Ma se ci fosse una variazione nella velocità del generatore (dovuta a una variazione nel flusso di corrente o nella frequenza di rete) che attiva le ruote foniche ci sarebbe anche una variazione nel numero di oscillazioni elettromagnetiche causando un calante e crescendo su tutta la tessitura, in proporzione all’entità della predetta variazione di velocità del generatore. La Hammond assicura che la velocità del generatore è resa costante da un trasformatore e da uno stabilizzatore di frequenza di rete .

Però recentemente, il 19-20 giugno 1948 al teatro Valle, durante la rappresentazione dell’Opera di Verdi “La Battaglia di Legnano”, il suono dell’Hammond (suonato dal maestro Armando Renzi) oscillò al punto che il direttore d’orchestra (il maestro Fernando Previtali) dovette più volte fermare l’orchestra e il coro. Neppure i tecnici della Microtecnica, presenti al momento, non poterono risolvere il problema.

I produttori asseriscono che l’Hammond, a differenza dell’organo a canne, non è soggetto a scordature. Ma questo significa che gli organi di Hammond non si scordano tra una nota e l’altra, perché variando la velocità di rotazione delle ruote foniche, l’intera tessitura sonora, e non solo una singola nota, cresce o cala contemporaneamente.

Ma lo scordarsi, in questo caso, è e dovrebbe essere notato da chiunque; soprattutto se l’Hammond fosse suonato a lungo insieme a uno strumento di accordatura fissa e se la variazione di velocità delle ruote foniche fosse considerevole.

Questo problema pregiudica anche le più importanti funzioni che l’Hammond dovrebbe svolgere in chiesa, ossia accompagnare il coro.

Immaginate cosa succederebbe se tutt’a un tratto lo strumento, accompagnando il coro, calasse di almeno un semitono, un tono o anche più? Pensiamo proprio come un registratore che non ha uno stabilizzatore e improvvisamente incrementa o decrementa la velocità.

Se in un organo a canne una o più note si scordassero, l’organista potrebbe sempre risolvere il problema utilizzando quei registri che non si scordano, quindi senza compromettere il coro.

 

 

Parte Terza

 

Continuazione

 

Negli Hammond, al contrario degli organi da teatro, l’intensità di questi suoni derivati (pseudo armonici) può essere regolata. Comunque se l’intensità decresce piuttosto leggermente – nelle combinazioni mobili – dà un’impressione antiestetica e l’effetto non è del tutto eliminato e il forte rimane sempre orrendo.

 

7 – L’Hammond ha solo 8 pseudo armonici per ciascuna nota, mentre nel suono naturale possono essere trovati più di 48 armonici naturali che variano di intensità.

Il Dr C.P. Bonner, uno dei più conosciuti fisici americani (che aveva un laboratorio ben attrezzato per analizzare il suono e denotare ciascun armonico trovato in una certa nota e, di conseguenza, determinare la sua precisa intensità) confrontò i suoni prodotti da alcune registri fondamentali selezionati sia dagli organi a canne che dall’Hammond enfatizzando la chiara e sostanziale inferiorità dell’Hammond rispetto all’organo tradizionale.

 

8 – Negli organi di Hammond accordati per un suono puro dato dai suoi pseudo-armonici, l’intensità rimane costante per tutte le note: grave, medio, acuto. Invece con uno strumento musicale, gli armonici variano in intensità a seconda dell’altezza del suono. Questa è la ragione per cui una fusione completa tra i suoni gravi medi e acuti, con l’Hammond non può essere ottenuta. Infatti quando si suona una nota fondamentale sugli strumenti musicali i relativi armonici naturali sono generati in quantità, qualità e intensità variabili in accordo con l’altezza della nota desiderata, formando una sorta di “aura” attorno al suono base; nell’Hammond, invece, c’è una sovrapposizione corretta e artificiale al suono fondamentale di altri suoni (pseudo-armonici) di intensità costante.

Solo un bravo organista con sensibilità acustica e conoscenza tecnica, potrebbe dosare saggiamente gli pseudo-armonici dell’Hammond: e anche quando ciò è fatto, sapendo come e quando usarli con i vari timbri e tasti preselezionati è imperativo dovuto al fatto che gli pseudo – armonici sono di intensità costante per le note gravi, medie e acute.

Questo è quello che fa esattamente un’intonatore quando deve intonare le canne di un organo allo scopo di ottenere un certo timbro: regola l’intensità degli armonici fondamentali in accordo all’altezza della nota. Di conseguenza i timbri prodotti dagli organi di Hammond non corrispondono ai timbri naturali dagli strumenti musicali dei registri, correttamente intonati, degli organi a canne.

I timbri dell’Hammond sono artificiali e scheletrici – creando l’effetto di un suono “senza corpo né anima”, un “suono triste” che l’Hammond ha prodotto in alcuni esperti.

 

9 – Sia le vibrazioni che i diffusori giocano un ruolo importante nel suono naturale al contrario dell’Hammond.

Apparentemente la ditta ha creato e applicato un dispositivo chiamato “Riverbero” come sostituto per questo, ma la natura, gli effetti e il prezzo non ci sono noti.

 

Inoltre: possono esistere varie vibrazioni acustiche prodotte da molte sorgenti sonore – anche simultaneamente, interagendo senza fusione nella confusione, in base a una legge della fisica concernente la sovrapposizione di piccoli movimenti. Perciò una stessa nota prodotta da molti registri reali di un organo a canne risulta formata da tanti suoni quanti i registri inseriti. Invece nell’Hammond, essendo un’unica sorgente sonora, è riprodotta solo la nota risultante dalle singole vibrazioni acustiche. Infatti il piano e il forte sono basati esclusivamente sull’amplificazione di un singolo timbro, se è uno o più pseudo-flauto, pseudo-tromba, pseudo-principale, ecc. è sempre un singolo timbro.

E’ questo il principio che determina e spiega la povertà fonica costituzionale dell’Hammond rendendolo inferiore rispetto al tradizionale organo a canne.

 

Infatti negli organi tradizionali, sia un singolo registro che tutti i registri messi insieme, danno un unico suono pieno sia usando il piano che il fortissimo; perciò negli organi a canne una varietà di timbri è ottenuta sia attraverso l’uso di un singolo registro che dalla fusione di pochi o molti di essi.

 

In conclusione…il suono è un fenomeno vivo e naturale – così complesso e misterioso che chiunque volesse disintegrarlo scientificamente solo per poi ricrearlo artificialmente sarebbe come una persona che volesse ricomporre un corpo umano dopo averlo dissezionato.

 

 

Parte Quarta

 

Continuazione

 

L’Hammond non è un organo!

 

10 – Infine l’organo di Hammond non ha nulla in comune con l’organo tradizionale: così ha già deciso la Commissione Commercio Federale Governativa degli Stati Uniti; e in Francia i più illustri organisti hanno presentato un appello diretto al Ministro del Commercio richiedendo che l’Hammond non fosse in alcun modo considerato un organo. E sfortunatamente, per tutta risposta, la Microtecnica sta ancora lanciando questo elettrofonico strumento Hammond in Italia con l’impropria denominazione di organo.

 

L’Hammond da un punto di vista estetico

 

11 - L’organo tradizionale è un’opera d’arte che mostra le caratteristiche artistiche della personalità del suo costruttore, di chi costruisce le sue canne con grande cura e meticolosa precisione, di chi intona i vari registri, di chi ottiene uno stabile equilibrio fonico in modo inconfondibile. Un “Serassi” non è un “Antegnati” e viceversa. Un processo infinito che raggruppa dieci secoli di ricerca ed esperienza ha prodotto la più ricca tradizione di organisti e organari, legandoli in una stretta ed essenziale collaborazione. L’Hammond invece è uno strumento meccanico da cui sono assenti arte e personalità. E’ giusto dire che un suonatore di Hammond si trova nello stesso tipo di posizione serena come quella di un pittore che con pochi colori fondamentali sulla sua tavolozza può creare le ombre più delicate dalla gamma cromatica: così che con giusto un suono fondamentale e 8 armonici, un suonatore di Hammond può comporre più di 250 milioni di timbri differenti ed esprimere completamente i suoi suoni più intuitivi e raffinati: perciò, sia l’esperienza che la personalità dell’organista sarebbero assorbite dall’Hammond e concentrate in se stesso.

 

Il paragone, come tutti i paragoni, è vacillante!

 

Infatti, come già dimostrato, l’Hammond non può fisicamente riprodurre i differenti timbri che si trovano su un organo tradizionale. I 250 milioni di timbri di cui parla la ditta Hammond nei suoi libretti illustrativi è semplicemente un espediente pubblicitario. Si deve dire che un ascoltatore medio non è pienamente sviluppato – da un punto di vista acustico-musicale – non può notare la differenza tra suono naturale e artificiale. Al contrario, questa differenza, seppur in modo subconscio è ben notata da un ascoltatore ordinario che, dopo aver sentito un Hammond per un certo periodo di tempo, prova un senso di monotonia e poi una perdita di incentivo nella interiorità e nella devozione spirituale. Infatti, una volta che la novità dello strumento si è spenta, nel devoto comincia un senso di una certa noia ascoltando un Hammond e alla fine, se ascoltato per un bel po’, finirà col distruggere ogni sensibilità acustico-musicale.

 

Andando avanti, su punti più precisi, generalmente i registri dolci nella regione media della tastiera sono di effetto gradevole, ma non bello. Questa prima impressione favorevole successivamente crolla se lo strumento viene ascoltato ripetutamente; anche se il suono è bello e piacevole, finisce con lo stancare e diventa intollerabile sia nei gravi che negli acuti. I bassi non esistono; non c’è alcun paragone col suono maestoso delle canne di doppio diapason di un organo tradizionale.

 

Inoltre il suono è aggressivo, a causa della prontezza tra tasto e suono: dando l’impressione di uno strumento a percussione. In un organo a canne, invece, il transitorio d’attacco e il regime del suono non è mai duro e immediato, a causa dell’aria, che genera il suono ed è introdotta gradualmente nella canna, attraverso un’apertura apposita dando la caratteristica dolcezza nell’emissione sonora di un organo a canne.

Similmente il suono di un Hammond è duro e chiaro proprio come lo sbattere di una porta, mentre il suono di un organo a canne è sommesso come un’onda del mare. E non serve sostenere che l’Hammond permette una rapida emissione sonora, mentre l’organo a canne non è pronto. Questa prontezza non è richiesta nella musica organistica ecclesiastica, dal momento che è tipico di un certo stile jazzistico.

Alcuni sono influenzati dai pacifisti – perché sono troppo sia troppo innocenti che troppo bravi – e affermano che l’Hammond permette di imitare molti registri, ma è sempre un’imitazione e quindi costituita da registri che giocano un ruolo nella musica profana, a differenza della bella e solenne musica liturgica. Nelle sue note forti, l’Hammond rivela una caratteristica amplificazione elettrodinamica del suono; una caratteristica simile a quella trovata nei cinema, negli altoparlanti della radio e dei registratori nel loro modo peggiore.

 

12 – Ci vorrebbe molto per elencare le contrastanti opinioni riguardo l’aspetto estetico dell’Hammond. Critiche distruttive di numerosi organisti (cfr Clerical Weekly cit. A.11 (1947) n. 35; del 7 settembre 1947, dove è stata elencata una serie di opinioni negative date da numerosi organisti che sono ancora vivi [nel 1949 n.d.t.]) hanno ostacolato il fervore entusiasta di alcune persone famose e della stessa ditta Hammond.

Digredendo, invece, le vaghe e superficiali opinioni profane, può essere accertato che i veri componenti – gli organisti – condividono tutti quando affermano che l’Hammond è preferito al tradizionale organo a canne, anche se è di piccole dimensioni, quanto naturalmente lo è un organo costruito da un autentico organaro e mantenuto nelle dovute condizioni.

 

L’Hammond non può nemmeno essere usato come strumento da studio. Principalmente perché i suoni oscillanti e i falsi timbri trovati nell’Hammond rovinano sia l’orecchio musicale degli studenti che il loro gusto estetico.

Inoltre le dimensioni della consolle non corrispondono a quelle di un organo tradizionale. Le misure dei tasti sono differenti da quelle generalmente caratteristiche degli organi ordinari. La seconda tastiera è a una buona distanza dalla prima. Il tocco dei tasti è inconsistente e può essere paragonato a quello di un armonium di quarto ordine.

 

L’Hammond, però, può essere utile sia all’orchestra che al teatro (la possibilità di portarlo ovunque si voglia, di accordarlo con ogni tipo di corista, di amplificare il volume a piacere aggiungendo altoparlanti, ecc. Potrebbe anche essere un pratico sostituto nelle cerimonie all’aperto quando è impossibile collegare altoparlanti con l’organo a canne. Ma da un punto di vista estetico e artistico l’Hammond non può in alcun modo essere paragonato all’organo tradizionale che è e resterà il re degli strumenti musicali mentre l’Hammond è solo uno strumento meccanico.

 

L’Hammond da un punto di vista tecnico

 

13 - L’Hammond è sempre un dispositivo delicato che può essere danneggiato da un semplice falso movimento. Nella garanzia (che dura solo due anni), la ditta Hammond asserisce: “Non possiamo garantire qualunque danno cagionato da incidenti, atti vandalici e uso improprio”.

Pensiamo dunque a gran parte degli organisti amatoriali che vengono alle prese con uno strumento elettrodinamico e consideriamo le conseguenze pratiche.

 

L’Hammond da un punto di vista economico

 

14 – Il prezzo corrente di un Hammond è di 2.800.000 £ (del 1949, ovviamente: N.d.t). Aggiungiamo il costo di un trasformatore elettrico e quello della frequenza di rete, allo scopo di evitare variazioni di velocità del motore delle ruote foniche e di conseguenza dell’altezza del suono. Aggiungiamo il costo di altri due circuiti (a bassa e alta frequenza) – in aggiunta a quello di media frequenza di un normale diffusore contemporaneo – allo scopo di evitare distorsioni o riduzioni nei registri gravi e acuti.

Aggiungiamo il costo di uno o anche di un altro paio di diffusori che vanno posizionati appropriatamente in modo da ottenere una diffusione bilanciata del suono.

 

Aggiungiamo il costo di uno o più riverberatori che danno all’Hammond un effetto-eco (altrimenti non riproducibile). Ora calcoliamo il totale (aggiungendo il costo di installazione e manutenzione, ecc.) e sarà del tutto evidente che il costo totale non sarà tanto inferiore a quello di un buon organo a canne. Dopo tutto, l’Hammond sarà sempre inferiore. Oggi infatti un organo a canne costa dalle 180 alle 200 £ a registro (forse dalle 180.000 alle 200.000. Le due cifre riportate mi sembrano eccessivamente basse anche per l’epoca: N.d.t.). Anche la manutenzione costa un po’. Tuttavia un piccolo organo (prodotto magari in serie per accompagnare il coro e le funzioni religiose) costa giusto quanto un Hammond. Anche se, a differenza dell’Hammond, non ha tutte le risorse timbriche (artificiali) per un concerto solistico. Ma un piccolo organo corale standard è dotato del classico ripieno italiano che l’Hammond non ha. D’altro canto per chiese più piccole e per i principianti (come gran parte dei nostri organisti), la varietà timbrica (artificiale) caratteristica dell’Hammond costituisce, più che un vantaggio, grande imbarazzo ma soprattutto una forte tentazione ad abusarne.

 

Infine un buon armonium con due tastiere e pedaliera e vari registri costa certamente meno di un Hammond – c’è scarsa possibilità di danneggiarlo con l’uso ed è più che adeguato quando sostituisce un organo nell’uso liturgico.

 

L’Hammond da un punto di vista liturgico

 

15 – Prima di tutto è opportuno riferire a tutti, le prescrizioni inerenti la legislazione sulla musica ecclesiastica riguardante la musica strumentale suonata durante le sacre funzioni, per vedere se e quale estensione dell’Hammond – digredendo i punti precedentemente esaminati da un punto di vista acustico-musicale, un punto di vista estetico e un punto di vista tecnico – economico – può essere introdotta nel culto.

 

"Quamvis musica Ecclesiae propria solummodo vocalis sit, licet tamen musicam organo moderari".

"Est quidem Ecclesiae proprium musicum instrumentum a maioribus traditum, organum, ut aiunt; quod ob miram quamdam granditem maiestatemque, dignum habitum est ut cum liturgis ritibus coniungeretur, sive, silente choro, ad praescripta, harmonias suavissimas eliciendo".

"Organi sonus cantum socians, vel eidem praeludiens, interludiens etc. non modo iuxta naturam huius instrumenti propriam perducatur, sed omnium qualitatum, quibus musica vere sacra pollet (np. sanctitas, formarum bonitas et universalitas), particeps esto".

"Musices, quam figuratam dicunt quamque idem organum pneumaticon concomitatur, huius indolis colligatae, harmonicae gravique responeat".

 

Con queste parole, l’Autorità ecclesiastica afferma e conferma il livello di assoluta superiorità tenuto dal tradizionale organo a canne entro la pratica del culto, con rispetto per gli altri strumenti musicali e l’orchestra. Questa superiorità non è una conseguenza del caso o una forte affezione a mantenere la tradizione, ma frutto di speciali attitudini, che il tradizionale organo a canne ha mostrato di possedere durante i secoli passati, creando il coinvolgimento mistico e il vivace fervore tra i fedeli. L’attaccamento della Chiesa Cattolica al re degli strumenti musicali è, perciò, più che giustificato.

Tuttavia la Chiesa non respinge in alcun modo il naturale progresso dell’arte e della tecnologia dell’organo.

 

"At vere in hoc etiam illa vitanda est sacri et profani permixtio quae causa tum fabrorum qui organa conficiunt, tum modulatorum quorumdam qui novissimae musicae portentis indulgent, huc demum evaderet ut de ipso, ad quem destinatur finem, mirificum hoc instrumentum deflecteret. Equidem ad liturgiae normas Nosmet ipsi optamus ut quaecumque ad organum spectant nova semper incrementa capiant; sed temperare Nobis non possumus quin conqueramur quod, uti olim aliis musicae formis quas merito Ecclesia prohibuit, its hodie novissimis sane formis tentetur ut in templum prfani spiritus invehantur; quas quidem formas, si gliscere inciperent, facere non posset Ecclesia quin omnino damnaret. Personent in templis ii tantum organi concentus qui maiestatem loci referant ac rituum sancatitudinem redoleant; hoc enim pacto ars tum fabrorum in construendis organis, tum musicorum in eisdem adhibendis, revirescet ad liturgiae sacrae efficax adiumentum".

 

E il "Caeremoniale Episcoporum” spiegò a tal proposito:

 

"Cavendum autem est ne sonus organi sit lascivus aut impurus et ne cum eo proferantur cantus qui ad officium quod agitur non spectent nedum profani aut ludicri nec alia instrumenta musicalia addantur nisi de consensu Episcopi".

 

Riguardo l’introduzione di altri strumenti in chiesa, M.P. indica:

 

"Speciali ratione, debitis terminis, servatisque cautelis servandis, alia musica instrumenta adhiberi poterunt, numquam vero sine speciali venia Ordinarii iuxta Caerem. Episc. praescripta".

 

Inoltre,

 

"In templis, tum musici instrumenti, cui vulgo pianoforti nomen inditum est, tum instrumentorum maiorem vel minorem strepitum edentium est, tum instrumentorum maiorem vel minorem strepitum edentium, utpote tympanorum cuiusvis formae et molis, crotalium tintinnabulorum et similum (gran-cassa, tamburo, timpani, tam-tam, piatti) usus vertatur".

 

Strumenti come l’arpa, il carillon, la celesta, la chitarra, la lira, il tamburo, la grancassa, il triangolo, lo xilofono sono stati esclusi a causa della morbidezza che ispirano; allo stesso modo, per la loro similitudine col pianoforte, il clavicembalo e la spinetta sono stati anch’essi estromessi.

 

"Tantum speciali aliqua ratione, ex venia Ordinarii, licebit eorum (synphoniacorum) manipulum delectum, numero circumscriptum, catum, loco congruentem, qui spiritualibus instrumentis ludant, dummodo et musicum opus et colata ad tibias vox gravem stylum redoleant, eundemque comparem et omnino similem vocis organi propnae".

 

Un tale principio trovato nel rito liturgico afferma che tutti gli elementi usati nel culto devono essere genuini e naturali. Allo stesso modo secondo cui nella Santa Messa il pane deve essere “triticeus”, il vino “de genemine vitis”; l’acqua usata per il Battesimo deve essere naturale. Quindi se il pane è sintetico e l’acqua e il vino sono trattati chimicamente, non possono essere usati “ad validitatem”.

 

Questi principi di genuinità e naturalezza regolano anche l’ammissione o l’estromissione di strumenti musicali nella Chiesa. L’uso del grammofono è proibito nello stesso modo anche la radio, gli organi dotati di campane tubolari, installazioni radiofoniche con l’intento di sostituire le caratteristiche campane di bronzo dei campanili o delle cupole (Papieri, 27 Novembre 1941 n.808-41).

 

16 - Adesso parliamo dell’Hammond. Prima di tutto, l’Hammond imita tutti quelli strumenti proibiti in chiesa. A pag. 20 del fascicolo 11 “L’organo di Hammond” sono elencati gli effetti prodotti dall’Hammond, come segue: Effetti di percussione: combinazione di arpa e campane. Effetti di percussioni combinate: xilofono, marimba, banjo e chitarra. Effetti speciali: Big Ben (la grande campana di Westminster).

 

Inoltre l’Hammond è usato nel mondo del cinema, nelle sale d’Hotel, di ristoranti, nelle sale da intrattenimento, per accompagnare danze durante gli intrattenimenti, ecc. A Roma, per esempio, è stato installato nel cinema Metropolitan! Perciò è indecente usare lo stesso strumento per il culto. Probabilmente è questo il motivo percui il modello E (ecclesiastico) è differente dal modello C (civile). Ma lo strumento è sostanzialmente lo stesso. Quando suona il modello E, l’organista, se vuole, può mescolare i timbri inclusi quelli di strumenti tipicamente mondani o jazzistici. Per permettere, attualmente, o almeno tollerare l’Hammond in chiesa si dovrebbe dare una grossa scossa alla tradizione storica, artistica e liturgica della chiesa cattolica, concernente l’organo. Molti cattolici e un gran numero di protestanti in Germania, Svizzera, Inghilterra, America, ecc. sarebbero oltraggiati. Essi griderebbero contro il declino dell’arte organistica nella chiesa cattolica, dalla quale il tradizionale organo a canne sarebbe portato via.

 

Ho detto “almeno tollerare”: considerando che è ovvio, sotto certi termini, che l’Hammond invaderebbe la Chiesa, specialmente se si tiene conto dei suoi grandi interessi economici. Intendo che nessuno sta negando in alcun modo che l’Hammond sia una geniale invenzione, con cui si possono ottenere effetti speciali, ecc.

 

La questione è se l’Hammond può sostituire opportunamente un organo tradizionale. Ora, è più che evidente che l’Hammond sotto molti aspetti è ancora lontano dall’essere un organo tradizionale.

Le opinioni oggettive espresse sopra sono più che sufficienti a dimostrare che l’Hammond ha ancora molta strada da percorrere (se può percorrerla). E in verità non è lecito per la liturgia cattolica essere usata come un porcellino d’India per gli esperimenti scientifici “tamquam in corpore vili” , buttando il frutto di una tradizione organistica con dieci secoli di storia. D’altro canto, l’Hammond è nato e cresciuto in un ambiente e in un clima mondano e profano: quindi lasciamo che ciò rimanga intatto, senza mescolare il sacro col profano.

 

Rispondiamo ora ad alcune obiezioni:

 

17 – Questioni dei sostenitori dell’Hammond:

 

a) Se l’armonium è ammesso in chiesa, perché l’Hammond è proibito, dal momento che offre molte più possibilità di un armonium?

 

Risposta: L’armonium è ammesso dove per ragioni economiche è impossibile avere un organo; ma se è possibile acquistare un organo, sia pur di piccole dimensioni, perché preferire l’Hammond? Esso produce suoni artificiali e non può produrre timbri (artificiali) che non siano proibiti dalla chiesa. Mentre il suono di un armonium è molto simile a quello di un organo tradizionale e non emette combinazioni timbriche di natura mondana.

 

b) D’accordo, l’organo tradizionale è superiore all’Hammond, ma la questione è: non potendo acquistare un organo, si può utilizzare l’Hammond come sostituto per la pratica del culto?

 

Risposta: Non è nemmeno una buona idea utilizzare l’Hammond come sostituto per la pratica del culto, per tutte le ragioni che sono state menzionate (acustico-musicali, estetiche, liturgiche, tecniche ed economiche). Un piccolo organo a canne può essere acquistato allo stesso prezzo di un Hammond; forse con un manuale e pedaliera insieme a una disposizione adatta all’accompagnamento di un coro. Inoltre un organo è garantito per 25 anni; l’Hammond solo 2! Infine, l’organo tradizionale è stato provato per secoli sotto diverse allocazioni. L’Hammond non porta nessuna di queste esperienze.

 

In aggiunta, se un organo ha un tasto o un registro rotto, gli altri tasti si possono ancora usare. Invece se c’è un fusibile fuso o se si è danneggiata un’unità elettrodinamica fragile, l’Hammond cessa di suonare.

 

c) Tra l’Hammond e certi organi e armonium costruiti male e in cattivo stato, l’Hammond è meglio.

 

Risposta: Le Autorità Ecclesiastiche dovrebbero riparare questi strumenti deteriorati o danneggiati; o altrimenti li dovrebbero vietare e sostituire almeno con un buon armonium che costerebbe molto meno di un Hammond.

Inoltre si potrebbe rivoltare la domanda: che cosa si dovrebbe fare con un Hammond in cui le valvole sono consumate e il generatore danneggiato, ecc.?

 

d) Affermando che gli organi non sono necessari in chiesa, il ministero responsabile per la ricostruzione di chiese danneggiate non vuole risarcire i costi – normalmente elevati – per gli organi a canne.

 

Risposta: Primo, il principio sostenuto dalla Chiesa non è preciso ed è soggetto a controversie.

Inoltre se ciò è vero, non è questione di dare adito ad atti liberali per conto dello Stato, ma di rendere alla Chiesa il suo organo distrutto durante gli eventi bellici. Per il bene del paese, uno potrebbe fabbricare un buon organo costruito in serie – previo accordo tra il Ministero competente e l’Autorità Ecclesiastica – che costa molto meno. E se questo non fosse possibile si dovrebbe costruire un buon armonium che costa molto meno di un Hammond.

 

e) Organi e armonium non durano a lungo in certi posti, a causa delle avverse condizioni atmosferiche.

 

Risposta: Per molto tempo, organi e armonium sono stati usati in questi posti. Adesso che la tecnologia dell’organo ha fatto timidi progressi, sarà più facile individuare eventuali problemi che sorgeranno.

 

f) “Contra factum non valet argumentum”: L’Hammond è stato introdotto in circa 500 chiese, quindi…

 

Risposta: Solo 500 chiese cattoliche sembra che abbiano adottato l’Hammond. Anche se i reiterati divieti della S.R.C. (sconosciuti al clero visto che non sono stati pubblicati su AAS), sono conosciuti dalla ditta Hammond – la stessa ditta continua a portare avanti una propaganda estremamente attiva, sonora e in inflessibile a favore dell’introduzione dell’Hammond in chiesa. Questo è un problema abbastanza serio, che gioca in suo sfavore. E’ una condanna: una frase per le sue azioni compiute.

 

Sarebbe anche interessante, in confidenza per la competente autorità ecclesiastica, sapere come gli esperimenti dell’Hammond in chiesa sono stati presi dal clero, dagli organisti, dai cantori e dai fedeli.

 

g) Proibire l’Hammond in chiesa significa danneggiare una società che dà lavoro a molte persone e che attualmente sta producendo l’Hammond in serie.

 

Risposta: La ditta sapeva del divieto della Chiesa fin dal 1938 sibi imputet se a causa della violazione di questo divieto dovesse soffrire di un danno economico. Inoltre la ditta potrebbe sempre collocare l’Hammond in uno spazio appropriato, come al momento sta facendo, cioè in teatri, cinema, saloni musicali, ecc. Infine, al di là dei contrastanti interessi privati, mantenuti tra gli organisti e la Microtecnica, l’Autorità Ecclesiastica deve prima di tutto e soprattutto difendere gli interessi spirituali e proteggere chi appartiene alla santa comunità.

 

h) A dispetto di ogni proibizione dell’Autorità Ecclesiastica, l’Hammond sarà lo strumento del futuro.

 

Risposta: L’Hammond, ora, è uno strumento sorpassato nel suo paese d’origine, l’America. Inoltre l’Hammond è stato messo fuori legge sia dai musicisti che dal pubblico in Inghilterra, Spagna, Svizzera, Francia, Austria e Germania.

 

i) Alcuni famosi organisti hanno tenuto e tengono tuttora concerti suonando l’Hammond. Perciò se lo strumento è la risposta alle loro necessità, sarebbe una soddisfazione anche per i fedeli.

 

Risposta: E’ vero che la Microtecnica in collaborazione con alcuni organisti di indubbio talento ha voluto giocare sulla loro fama per lavorare in favore dell’Hammond. Ma noi non crediamo che questi organisti volessero compromettersi nell’estendere la sponsorizzazione artistica dell’Hammond col loro nome.

 

Essi hanno prestato il loro lavoro come organisti, ma non avevano alcuna intenzione di prestare il proprio nome.

 

Conclusioni

 

18 – Da quanto abbiamo menzionato sopra sembra ovunque dimostrato che il responso della Congregazione per i Sacri Riti (4 Settembre 1939, n.S.82-39) è più che fermamente stabilito.

Non si vede il motivo per cui l’Autorità Ecclesiastica debba recedere dalla decisione che ha già preso, abrogando o anche mitigando il suddetto divieto di introdurre l’elettrofonico strumento Hammond nella pratica del culto.

 

Di conseguenza, infatti, un tale strumento dovrà essere, in accordo con le decisioni prese dalla Congregazione per i Sacri Riti, rimosso dagli auditorium e dalle chiese in cui è stato introdotto abusivamente. Infine, speriamo che la ditta Hammond (Microtecnica in Italia) cessi con la sua stancante campagna in favore dell’introduzione dei suoi strumenti elettrofonici in chiesa. Allo scopo di applicare quanto detto, l’Ordinario Diocesano, rispettando il divieto della Santa Sede deve proibire l’uso dell’Hammond nelle chiese appartenenti alla propria diocesi, anche se finalizzato a una semplice dimostrazione o pubblicità dello strumento; nessuno dei nostri organisti deve, contro la propria volontà, soffrire di una grave perdita da un punto di vista liturgico ed estetico.

 

 

[*] Monsignor Fiorenzo Romita, Presidente della Federazione Italiana Pueri Cantores, Aiutante di Studio presso la S. Congregazione del Concilio (1959), Sottosegretario della Congregazione per il Clero (dal 1966); morto nel 1977.

 

 

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Autore: 
Fiorenzo Romita