Festival Organistico Internazionale "Città di Bergamo" 2018

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da Venerdì, 28 Settembre, 2018 - 21:00 a Venerdì, 26 Ottobre, 2018 - 21:00

XXVI edizione

Interpreti: David Briggs, Thomas Gaynor, Jeremy Joseph, Yuzuru Hiranaka, Sophie-Véronique Cauchefer-Choplin

Organizzatore / Partners:
Associazione "Vecchia Bergamo"

 

 

 


Festival Organistico Internazionale "Città di Bergamo"

XXVI Edizione - 2018

 

Calendario:


Cattedrale
Città Alta
Venerdì 28 settembre

David BRIGGS (UK-USA) - https://www.organieorganisti.it/david-briggs

Musiche di Čajkovskij, Briggs, Saint-Saëns, Ravel

Chiesa di S. Maria Immacolata delle Grazie
Venerdì 5 ottobre

Thomas GAYNOR (Nuova Zelanda) - https://www.organieorganisti.it/thomas-gaynor

Musiche di Bach, Mendelssohn, Douglas Mews, Widor, Saint-Saëns, Vierne

Chiesa di S. Alessandro della Croce
Venerdì 12 ottobre

Jeremy JOSEPH (Sudafrica) - https://www.organieorganisti.it/jeremy-joseph

Musiche di Bach alternate a improvvisazioni su temi dati dal pubblico

Chiesa del Collegio Vescovile "S. Alessandro"
Venerdì 19 ottobre

Yuzuru HIRANAKA (Giappone) - https://www.organieorganisti.it/yuzuru-hiranaka

Musiche di Adam Ileborg von Stendal, Paumann, J. Weck, Cabezon, Merulo, Anonimo Paesi Bassi (ca.1599), Frescobaldi, Hina Sakamoto, Reincken, Anders Danman, Sweelinck

Basilica di S. Maria Maggiore
Città Alta
Venerdì 26 ottobre

Sophie-Véronique CAUCHEFER-CHOPLIN (Francia) - https://www.organieorganisti.it/cauchefer-choplin

Musiche di Bach, Franck, Dupré, Demessieux, Widor, improvvisazioni

 

 

I concerto avranno inizio alle ore 21

 

* * *

 

Pensavamo che la scorsa edizione, quella delle nozze d’argento con la città di cui il nostro Festival porta orgogliosamente il nome, fosse un apice irripetibile: sei concerti, tutti dedicati all’improvvisazione ed ai suoi migliori alfieri, premiati da un ritorno di pubblico incredibile e dall’interesse di realtà giornalistiche importanti come Radio3 Suite e l’inserto culturale nazionale del Corriere della Sera.

Invece non è così, non è mai così: ogni anno si riparte da zero, con alleata la sola rinnovata passione. È poi la latente convinzione di dover sempre far meglio, in un’inconscia sfida continua con sé stessi, che fa rinascere il tutto, portando spesso a cogliere nuove prospettive, ad affrontare sentieri inesplorati, a ripensare formule collaudate e di successo.

Ecco allora un 2018 ancora più ricco, diverso, pieno di novità, il cui denominatore comune con il quarto di secolo appena trascorso resta racchiuso in un’unica parola per noi ineludibile: eccellenza.

Innanzitutto la stagione s’è aperta con una prestigiosa anteprima primaverile. Il 7 giugno scorso, in Cattedrale, con la fondamentale collaborazione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e di ERCA Group, per la prima volta nella nostra storia abbiamo potuto invitare un’orchestra, quella dei Pomeriggi Musicali di Milano, affrontando sia il classico repertorio per organo e orchestra (Francis Poulenc), sia una primizia assoluta come le inedite trascrizioni per sola orchestra, a cura di Federico Gon, di brani organistici di César Franck. Sotto l’appassionata direzione del giovane giapponese Yuzuke Kumehara, e grazie alla classe di uno dei massimi talenti del nostro territorio, Eugenio Maria Fagiani, la serata ha raccolto un magnifico successo di pubblico e critica, dimostrando ancora una volta come le proposte più sperimentali, se ben illustrate, hanno una forza attrattiva dirompente.

Il ‘fil-rouge’ tra l’anteprima di primavera e l’inaugurazione del cartellone autunnale sta proprio nell’arte della trascrizione, un argomento già altre volte affrontato dal nostro Festival ma mai portando in dote il confronto fra due progetti così originali. Alle trascrizioni di musiche organistiche per sola orchestra, farà infatti da contraltare, il 28 settembre, sempre in Cattedrale, l’esecuzione della trascrizione per organo di un intera sinfonia per grande orchestra, a cura del suo stesso trascrittore, David Briggs, oggi considerato uno dei massimi virtuosi al mondo.

E la sinfonia scelta, la Quarta di Čajkovskij, non è certo casuale, volendo creare un ponte ideale, una staffetta artistica, con la 55° edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo che ha posto questo grande compositore russo al centro della sua programmazione.

A tal proposito desideriamo ancora una volta ringraziare tutti gli amici del Pianistico, in particolare il loro presidente Andrea Gibellini, il direttore artistico Pier Carlo Orizio, il consigliere delegato Silvio Galli.

Ma la vera chicca di quest’anno è la combinazione ‘geografica’ del cartellone. Per la prima volta riuniamo nella stessa edizione cinque artisti d’altissimo livello provenienti, per nascita o per interessi professionali, da cinque continenti diversi: America, Oceania, Africa, Asia, Europa.

Un inno alla multiculturalità in un periodo storico segnato da un’inevitabile globalizzazione, che, anche in un settore fortemente occidentale come la musica organistica, potrà rivelare approcci inattesi e nuove visioni, facendo forse comprendere come le origini culturali di ciascuna civiltà debbano essere un patrimonio condiviso, alla ricerca di punti in comune e radici secolari alla cui base c’è il senso medesimo dell’Umanità.

Un’edizione ‘mondiale’, che contribuirà ad allargare ulteriormente il bacino di conoscenza della nostra bella città quale centro organistico internazionale ed ambita meta di un turismo culturale sempre più qualificato.

Altra novità assoluta di quest’anno è l’introduzione in cartellone di uno strumento mai utilizzato prima, quello costruito da Giovanni Pradella nel 2012 nella Chiesa del Collegio Vescovile Sant’Alessandro per l’Accademia Musicale "Santa Cecilia"; un organo sì nuovo, ma costruito secondo misure e criteri di uno strumento rinascimentale, quindi dall’accordatura antica. Qui si potrà affrontare tutto ciò che è stato scritto prima dell’avvento del sistema temperato, con a disposizione una tavolozza sonora molto ampia ed una capienza di pubblico assai generosa.

Come accennato, l’inaugurazione di venerdì 28 settembre sul grande organo Corna 2010 è affidata a David Briggs, oggi organista titolare della Cattedrale di St.John the Divine a New York, ritenuto fra i più accattivanti promotori della musica organistica nel globo grazie ad un carisma comunicativo fuori dal comune. Per lui trasporre su un organo sinfonico i grandi capolavori per orchestra non solo significa proseguire la grande tradizione di un’arte antichissima, ma soprattutto utilizzare un potente mezzo espressivo per allargare gli orizzonti verso nuovi interlocutori, spesso le generazioni più giovani. La Quarta di Čajkovskij in questo senso sarà un magnifico passepartout: la lussureggiante abbondanza di melodie, la scrittura grandiosa, la spasmodica ricerca del colore, sono ingredienti che potranno lasciare un segno indelebile in molti. Nella seconda parte, oltre ad una propria composizione, brilla un’altra trascrizione assai intrigante: quella di un’opera nata per pianoforte a quattro mani di Maurice Ravel, il compositore passato alla storia proprio per le sue qualità di orchestratore.

La seconda serata, venerdì 5 ottobre in Santa Maria Immacolata delle Grazie, è quella dedicata al giovane vincitore di Concorso Internazionale. Per la prima volta avremo il piacere d’ospitare un’artista proveniente dall’emisfero australe, Thomas Gaynor, al suo debutto in Italia. Programma diviso in due parti: la prima dedicata principalmente all’amato J.S. Bach, con cui Thomas ha sbaragliato la concorrenza al 29° Concorso internazionale d’interpretazione a St. Albans, la seconda consacrata alla grande letteratura francese, dove spicca una propria trascrizione della Danse Macabre di Saint-Saëns. Nel mezzo, un omaggio alla terra d’origine, con la leggiadra Gigue di Douglas Mews, compositore neozelandese di cui cade il 100° anniversario della nascita.

Il venerdì successivo, 12 ottobre, terzo appuntamento nella chiesa di Sant’Alessandro della Croce in Pignolo, dove alla consolle del monumentale Serassi siederà Jeremy Joseph, avvincente improvvisatore sudafricano oggi operativo a Vienna. Il suo raffinato programma parla da solo: un intimo dialogo fra il linguaggio ‘matematico’ dell’ultimo Bach, ed il proprio, a lui ispirato, ma contrastante, deflettente, deformante, sviluppato su temi donati dal pubblico. Una magia nella quale perdersi, con fiducia ed ammirazione.

Il quarto concerto, venerdì 19 ottobre presso la chiesa del Collegio Vescovile Sant’Alessandro, è all’insegna della musica antica in compagnia di Yuzuru Hiranaka, invitato a rappresentare il continente asiatico. L’interessante strumento mesotonico di Pradella ha permesso al creativo musicista giapponese di formulare un intenso programma, che abbraccia oltre due secoli di musica occidentale ma anche offre, portando il livello del confronto su un piano d’innovazione e ricerca, brani contemporanei della compatriota Sakamoto e trascrizioni dallo svedese Danman.

Chiusura infine in Basilica di Santa Maria Maggiore, venerdì 26 ottobre, con una vera icona della scena organistica mondiale, quella Sophie-Veronique Cauchefer-Choplin che da oltre trent’anni siede sullo scranno del Cavaillé-Coll di Saint-Sulpice a Parigi insieme a Daniel Roth. L’occasione per l’invito è il 50° anniversario della morte di Jeanne Demessieux, la prima donna concertista d’organo acclamata a livello internazionale, ricordata per il suo virtuosismo e la prodigiosa memoria. Ad una prima parte di programma costruita su temi di Corali e Inni, segue un finale pirotecnico incentrato sull’arte dell’improvvisazione di cui Sophie- Veronique è oggi una delle massime esponenti. Chiuderemo là da dove avevamo cominciato: allo squillo inaugurale d’un Sinfonia trascritta, ecco il fantastico contrappunto di una Sinfonia in quattro movimenti in stile francese, testé realizzata in modo estemporaneo su temi dati dal pubblico. La serata sarà occasione per promuovere l’attività dell’Associazione Italiana Encefalopatie da Prioni.

Come già avvenuto negli ultimi due anni, il Festival collaborerà alla realizzazione d’un evento di particolare valenza musicale nel nostro territorio. Quest’anno è la volta del concerto in ricordo di Vincenzo Antonio Petrali sull’organo Serassi di Pignolo, promosso dalla famiglia Mazza de’ Piccioli, diretta discendente del musicista cremasco e residente nel Borgo. Il concerto, affidato ad uno specialista come Marco Ruggeri, avrà luogo venerdì 21 settembre alle ore 21 e prevede, tra l’altro, alcune trascrizioni, di cui una in prima esecuzione assoluta.

Per sottolineare il chiaro desiderio di sostegno ai giovani talenti emergenti del nostro territorio - per noi tutti figli cresciuti nell’humus culturale della nostra manifestazione - abbiamo voluto quest’anno patrocinare l’esecuzione integrale delle 10 sinfonie di Charles Marie Widor, un ambizioso progetto a cura di Marco Cortinovis e Simone Vebber che, dopo Bergamo (21 aprile), andrà a toccare varie città italiane ed europee.

Ci piace infine ricordare la storica collaborazione con la Fondazione Donizetti in occasione della notte dedicata al compositore simbolo della nostra città (16 giugno), per la quale abbiamo allestito un concerto d’improvvisazione su temi donizettiani con Simone Vebber nella chiesa di San Bartolomeo, la custode del grande organo Locatelli a tre tastiere 1884, che, in un futuro prossimo, ci piacerebbe coinvolgere ufficialmente nel cartellone principale.

A tutti gli enti, le istituzioni, gli imprenditori amici, va la nostra più sincera gratitudine per aver voluto ‘firmare’ con noi un’altra edizione di cui andiamo molto fieri.

Fabio Galessi

 

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Perché un organo in stile Rinascimentale a Bergamo?

 

L'epoca d'oro della letteratura organistica Italiana è unanimemente considerata quella rinascimentale. Essa trova in Girolamo Frescobaldi il suo massimo rappresentante, ma compositori come Girolamo Cavazzoni, Andrea e Giovanni Gabrieli, Claudio Merulo, Giovanni Maria Trabaci, Costanzo Antegnatl, Luzzasco Luzzaschi, Ercole Pasquini, Girolamo Diruta, per non citare che i maggiori, ci hanno lasciato pagine che costituiscono pietre miliari nel percorso organistico italiano tra Cinque e Seicento, innestato nel grande solco modale del canto gregoriano e nella liturgia tridentina.

Una scuola come l’Accademia Musicale Santa Cecilia di Bergamo, dedita per sua natura all'Insegnamento dell'organo, non poteva esimersi dal promuovere un'attività didattica specialistica dedicata alle pagine più alte della letteratura rinascimentale. Esse hanno bisogno, per rivivere e per essere pienamente comprese, di uno strumento adeguato, un organo in grado di rendere trasparente la trama contrappuntistica con cui sono concepite, un organo i cui colori sappiano dipingere la grazia della tessitura polifonica che le contraddistingue, un organo il cui temperamento permette di esaltare la bellezza di alcune tonalità e la purezza di altre.

Grazie al generoso contributo degli Istituti Educativi di Bergamo, questo progetto didattico ha preso corpo. L'organo in stile rinascimentale collocato nella chiesa del Collegio Vescovile S.Alessandro, costruito secondo le consuetudini antiche dalla Bottega artigiana di Giovanni Pradella, viene incontro a tali esigenze e permette un approccio filologico e specialistico alla letteratura organistica che molti in Europa e nel mondo ci invidiano, e che costituisce l'oggetto del corso di Organo antico italiano presso l'Accademia Musicale "Santa Cecilia" di Bergamo.

Tale percorso didattico si struttura in ambiti interdisciplinari tangenti non solo la pratica strumentale, ma anche quella vocale, ed il sapere storico, liturgico, artistico, filosofico e teologico ad esse connesso, per un'indagine a tutto campo al cui centro si pone l'organo rinascimentale e la sua letteratura propria. A novant’anni dalla fondazione dell'allora Scuola Primaria di Musica Sacra, la costruzione dell'organo in stile rinascimentale, si pone come segno di estrema vitalità di quella struttura educativa che la Diocesi di Bergamo, oggi per mezzo dell'Opera S.Alessandro, ha istituito per la formazione di musicisti di Chiesa, nella consapevolezza che, come afferma Benedetto XVI, la bellezza del canto e della musica nella liturgia, ancora oggi - o forse oggi più che mai - è “un percorso privilegiato e affascinante per avvicinarsi al Mistero di Dio”.

Don Gilberto Sessantini
Direttore dell’Accademia Musicale "Santa Cecilia" di Bergamo

(Testo tratto da: L’organo in stile rinascimentale dell’Accademia Musicale S.Cecilia di Bergamo, pubblicato in occasione dei concerti d’inaugurazione nel 2012)

 

 

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