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  PAOLO BOTTINI

organista (Cremona)

  Paolo Bottini suona Debussy a Roma nella chiesa di S. Gioacchino ai Prati

 

PER VISUALIZZARE IL PROGRAMMA DEL
CONCERTO DI PAOLO BOTTINI
NELLA CHIESA DI S. GIOACCHINO AI PRATI
DOMENICA 9 SETTEMBRE 2018 alle ore 17,

CLICCARE IL COLLEGAMENTO SOTTOSTANTE!

 

 

  Paolo Delama

 

Paolo DELAMA si è diplomato in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio "G. Verdi" di Milano e in Musica corale e Direzione di coro presso il Conservatorio  "F.E. Dall'Abaco di Verona. È socio dell'Associazione Organistica Trentina per la quale ha curato la catalogazione tecnico-descrittiva del patrimonio organario della provincia di Trento. Ha condotto numerose trasmissioni radiofoniche di interesse musicale. È addetto alla Musica Sacra per l'Arcidiocesi di Trento. [curriculum completo cliccando il sotto riportato collegamento]

 

  Peeter Cornet

 

Peeter Cornet, organista e compositore fiammingo nato a Bruxelles intorno agli anni Settanta del secolo XVI ed ivi morto il 27 marzo 1633) proveniva da una famiglia di musicisti (violinisti, cantanti e organisti). Nella sua città natale fu in servizio come organista prima nella chiesa di S. Nicola (1603/1606) poi presso la corte di Alberto d'Austria, sicuramente dal 1612 al 1618. Nel 1615 è testimoniata una sua perizia all'organo della Cattedrale di S. Rombaldo a Malines. [per leggere un profilo biografico più dettagliato, cliccare il sotto riportato collegamento]

 

* * *

 

 

  Per un ritratto bio-bibliografico di Vincenzo Antonio Petrali (1830-1889)

 

 

Convegno su

Vincenzo Antonio PETRALI

 

31 Maggio 2013

Centro Comunale di Cultura di Valenza Po (AL)

 

 

 

Prof. Michele Bosio

Per un ritratto bio-bibliografico di Vincenzo Antonio Petrali

 

M° Arturo Sacchetti

Vincenzo Antonio Petrali: l'uomo, il compositore, l'interprete ed il didatta

 

M° Andrea Macinanti

Da Petrali a Bossi: il passaggio del testimone

 

Ing. Giuseppe Monari

La riscoperta discografica di Tactus del patrimonio organistico e organario italiano

 

M° Giulio Piovani

La “riesumazione” di Petrali: evoluzione di un progetto ardito e necessario

 

 

ESTRATTO DELL'INTERVENTO DI MICHELE BOSIO Per un ritratto bio-bibliografico di Vincenzo Antonio Petrali:

 

1. Premessa

Cercare di condensare in poco spazio una vita straordinaria come quella di Vincenzo Antonio Petrali è compito assai arduo, ma ci proveremo lo stesso; partendo non dall’inizio, bensì dalla fine. 

 

 

2. Gli estremi si toccano

Il 24 novembre 1889 – dopo breve malattia di natura epatica – il Nostro si spense all’età di 57 anni a Bergamo. La Chiesa che egli aveva sempre servito – arricchendo con grande musica la celebrazione dei sacri riti – purtroppo non gli rese i doverosi onori funebri, macchiandosi così di un gravissimo torto. 

Nel 1883 il Petrali – rimasto vedovo di Maria Ottolini di Crema – sposò in seconde nozze Carolina Cicognara di Bergamo con rito civile, poiché di religione protestante. Cosicché, alla sua morte, i ministri del culto vietarono il funerale religioso e impedirono la sua tumulazione, accanto alle salme cristiane, nel cimitero di Bergamo. 

 

Leggiamo, infatti, ne «La Provincia», XI, n. 142 (27 novembre 1889) il seguente inciso, tratto a sua volta da «La Gazzetta di Bergamo»: 

 

«[...] Noi sappiamo – scrive la Gazzetta di Bergamo – che il direttore del nostro Conservatorio, il comm. Cagnoni [Antonio], i professori e gli artisti della città nostra volevano rendere al caro estinto un tributo d’affetto e di onore coll’esecuzione d’una messa funebre dello stesso comm. Cagnoni. Ma qui viene il brutto: il Petrali era ammogliato civilmente con una protestante, e perciò dai ministri del Dio della misericordia e del perdono si nega una prece e l’ingresso della sua salma nel sacro tempio. Non basta. Quegli artisti che osassero cantare sul feretro, non saranno chiamati in avvenire a prendere parte alle sacre funzioni. Né basta ancora. La salma non può essere tumulata entro i recinti della sacra dimora dei defunti, e tutto questo per colui che tanto e più d’ogni altro aveva contribuito a rendere più solenni le sacre funzioni e ad elevare al cielo nel tempio del Signore.» 

 

Le notizie biografiche sul Petrali sono piuttosto esigue e quasi tutte sparpagliate, il piccolo (8 pagine), ma prezioso volume di Aristide Dragoni – Vincenzo Petrali, Bergamo, Istituto di Arti Grafiche, 1899 – è probabilmente l’opera su cui si sono basate tutte le successive biografie. 

Riportiamo di seguito una selezione della bibliografia storica su Petrali dal 1889 sino al 1952, anno in cui il musicologo Federico Mompellio dedicò a Petrali il primo attendibile ed esauriente profilo biografico all’interno dell’imprescindibile monografia su M. Enrico Bossi [Marco Enrico Bossi, Milano, Hoepli, 1952]. 

 

- Necrologio in «Atti dell’Accademia dell’Istituto Musicale di Firenze», XXVIII (1890), p. 22.

- Necrologio in «Musica Sacra» XIV (1890), p. 25.

- Aristide Dragoni, Vincenzo Petrali, Bergamo, Istituto di Arti Grafiche, 1899.

- Vittorio Scotti, Vincenzo Petrali in «Cremona», II (1930), n. 6, pp. 351-354.

- Giulio Cesare Paribeni, Luigi Orsini, Ettore Bontempelli, M. E. Bossi il compositore-l’organista-l’uomo-l’organo in Italia, Milano, Erta,1934.

- Azio Samarani, Commemorazione di Vincenzo Petrali nel cinquantenario della morte, Crema, Tipografia La Moderna, 1940.

- Federico Mompellio, Marco Enrico Bossi, Milano, Hoepli,1952.

 

Mompellio è anche il primo studioso a chiarire l’esatto anno di nascita di Petrali, non il 22 gennaio del 1832, bensì del 1830:  «L’anno 1832, dato dai dizionari musicali – scrive il Mompellio – è errato; è invece esatto il 1830, secondo il certificato di nascita». 

 

Il musicologo genovese attinse dalla stampa coeva all’attività di Petrali – soprattutto dalle recensioni del famoso critico Filippo Filippi – ed ebbe anche la possibilità di consultare direttamente Ettore Petrali Cicognara, generale dell’esercito italiano (con predilezione per la composizione, si vedano i diversi brani pubblicati nelle annate de «L’Organista Liturgico», Bergamo, Carrara), nato dal primo matrimonio di Vincenzo con Maria Ottolini di Crema e adottato in seguito da Carolina Cicognara. In possesso dei documenti paterni, con tutta probabilità, Ettore poté sottoporre al Mompellio diverse fonti. Vale la pena ricordare che – negli anni 1936, 1940 e 1961 – il Petrali-Cicognara donò alla Civica Biblioteca “Angelo Mai” di Bergamo un fondo musicale – che ha preso poi il suo nome – consistente in 61 pezzi tra autografi, copie manoscritte e pubblicazioni musicali del padre. 

 

Nonostante Mompellio avesse già chiarito nel 1952 la svista sul vero anno di nascita del Petrali, l’errore ha continuato a perpetuarsi negli anni a venire sino ai giorni nostri. 

Nell’autunno del 1909 a Crema si formò un Comitato Esecutivo a favore del ricordo marmoreo a Vincenzo Petrali, e venne promossa una serie di concerti presso il Teatro “Sociale”. Il ricavato sarebbe servito, appunto, per l’erezione di un busto commemorativo. 

Il 6 luglio del 1913, venne inaugurato a Crema il tanto desiderato busto in memoria di Petrali. All’epoca si trovava – accanto al busto del cugino Giovanni Bottesini – sopra uno dei due pilastri dell’andito che conduce agli uffici del Municipio; e oggi giace quasi dimenticato – di nuovo accanto a quello del cugino – nel chiostro del Museo Civico di Crema (ex-Convento Sant’Agostino). Sta scritto nella lapide al di sotto di esso: 

 

VINCENZO PETRALI 

MUSICISTA 

CHE PER FERVIDA FANTASIA 

ACCOPPIATA AD ALTO MAGISTERO D’ARTE 

ACQUISTÒ FAMA DURATURA 

DI PRINCIPE DEGLI ORGANISTI 

LA SUA CITTÀ NATALE 

ORGOGLIOSA E MEMORE 

NACQUE NEL 1832 – MORÌ NEL 1889 

INAUGURATO 6-7-1913 

 

Anche qui l’anno – inciso nell’immortale marmo – vivifica, attraverso gli occhi del lettore, un palese errore duro a morire. [...]

 

*** per leggere l'articolo completo, cliccare il collegamento qui sotto riportato ***

 

 
 
 

 

 

  Petr Eben

 

 

L'organista e compositore Petr Eben (Žamberk, 22 gennaio 1929 – Praga, 24 ottobre 2007) crebbe a Cesky Krumlov, dove studiò pianoforte e organo. Dopo la seconda guerra mondiale intraprese gli studi pianistici (František Rauch) e di composizione (con Pavel Bořkovec) presso l'Accademia di Praga. Dal 1955 insegnò al Dipartimento di Teoria Musicale dell'Università di Praga e dal 1990 presso l'Accademia Musicale ricevendo, nel contempo, il titolo di presidente del Festival della Primavera di Praga.

Le più importanti composizioni:

 

  • Sonata per oboe e pianoforte (1950)

  • Missa Adventus et Quadragesimae (1952)

  • Sonntagsmusik (Musica dominicalis), per organo (1957/58)

  • Terra amara, cantata (1959/60)

  • Concerto per pianoforte e orchestra (1960/61)

  • Laudes, per organo (1964)

  • Quintetto per strumenti a fiato (1965)

  • Vox Clamantis, movimento sinfonico per tre trombe e orchestra (1969)

  • Due Fantasie su Corale, per organo (1972)

  • Le Ore Notturne, sinfonia (1975)

  • Okna (Finestre), ispirato ai quadri di Marc Chagall, per tromba e organo (1976)

  • Sonata per flauto e marimba (1978)

  • Faust, ciclo per organo (1980)

  • Mutationes, per uno o due organi (1980)

  • Missa cum populo (1981/82)

  • Landscape of Patmos per organo e percussione (1984)

  • A Festive Voluntary (Variations on Good King Wenceslas), per organo (1986)

  • Hiob (Giobbe), ciclo per organo (1987)

  • Hommage a Dietrich Buxtehude, per organo (1987)

  • Te Deum di Praga (1989/90)

  • Quattro Danze Bibliche, per organo (1992)

  • Fantasia sul Corale 'Amen, es werde wahr', per organo (1993)

  • Momenti d'Organo (1994)

  • Due preludi festivi, per organo (1995)

  • Hommage à Henry Purcell, per organo (1995)

  • Jeremiah, opera (1996/97)

  • Campanae gloriosae, per organo (1999)

  • Prelude 1, per organo (2000)

  • Gloria (Prelude 2), per organo (2000)

  • Protestant Chorales (Variazioni su Corale e modelli di improvvisazione), per organo (2000)

  • Triptychon, per organo (2000)

 

 

In italiano si può leggere il seguente esaustivo volume: Kateřina Vondrovicová, Petr Eben. La vita e le opere del compositore ceco, canto di un intero popolo e messaggio all'umanità, Trad. e testi a cura di Giovanni Clavorà Braulin e Zuzana Janáčková, pp. X+270, ill., Zecchini Editore, Varese 2016.

 

  Pier Damiano PERETTI

(Vicenza-Vienna)

docente d'organo nella Universität für Musik di Vienna

  Pietro Alessandro YON organ music

 

Cliccando il sotto riportato collegamento internet, si accede alla visualizzazione di video con musiche per organo di Pietro Alessandro YON.

 

 

  Pietro Alessandro Yon, Opera Omnia per organo, Elisa Teglia

 

PIETRO ALESSANDRO YON (1886-1943)

 

Opera Omnia per organo

 

Questa prima edizione integrale della musica per organo di Pietro Alessandro Yon per la casa discografica Tactus rappresenta un importante tassello nel mosaico della produzione organistica italiana della generazione ceciliana di cui Marco Enrico Bossi, Giovanni Tebaldini, Oreste Ravanello, furono i principali esponenti. Pietro Yon, amico di Bossi, fu come lui concertista di carriera e acclamato dalle folle per il virtuosismo e la cantabilità delle sue esecuzioni; fece fortuna in America, dove sviluppò i suoi talenti musicali al pari della sua grande abilità negli affari, senza mai dimenticare l’Italia, che rimase sempre nel suo cuore. L'organista bolognese Elisa Teglia affronta su quattro strumenti storici l’esecuzione di un repertorio musicale che alterna brani di rara espressività ad altri basati su tecnicismi spettacolari, che spesso inglobano temi popolari, inni nazionali e melodie celebri, con cui lo Yon valente concertista stregava le folle che accorrevano alle sue straordinarie esibizioni.


Cod.: TC.882370
Compositore: Pietro Alessandro Yon (1886-1943)
Esecutori: Elisa Teglia, organo
Edizione: Luglio 2018
Nota: 4CD Box Set · World Premiere Edition · Strumenti Storici
Organo Balbiani Vegezzi Bossi Op. 1519, 1932, Duomo di Como
Organo Tamburini/Bonato 1914/2004, Chiesa Arcipretale della Natività della Beata Vergine Maria di Trebaseleghe
Organo Francesco Vegezzi-Bossi 1914, Cattedrale di Cuneo
Organo Giuseppe Zanin & Figlio 1964, Chiesa dell'Annunziata di Bologna

 

* * *

 

 

  Pietro Nacchini

 
 
 
 
 
 
Pietro NACCHINI nacque [...] nel retroterra dalmata tra Zara (Zadar) e Sebenico (Šibenik), nel febbraio del 1694.

[...] Destinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, [nel] 1712 entrò nel convento francescano di [...] Sebenico, [pronunciati i voti] fu poi inviato a Venezia per proseguire gli studi di teologia [...].

Versato particolarmente nelle arti meccaniche, approfondì lo studio della matematica e della fisica applicata all’organaria [e probabilmente ebbe modo di frequentare] l’officina di Giovanni Battista Piaggia (o Piazza) a S. Giovanni in Bragora. [...]. Secondo Renato Lunelli nella formazione di Nacchini andrebbe invece considerato l’influsso della scuola tedesca di Eugenio Casparini, che lavorò nell’Italia nordorientale per oltre un trentennio lasciando opere importanti a Venezia e Padova. 

Nel 1729, morto il padre, chiese alla Nunziatura apostolica di Venezia di essere sciolto dai voti dichiarando d’essersi dato alla religione per costrizione paterna. La domanda fu accolta,[...]. Riprese il nome di battesimo, Pietro (Petar), e italianizzò il cognome Nakić (o Nachich) in Nacchini o Nachini. [...]

[A partire dal 1730] portò la fabbrica a dimensioni tali da poter fornire nel giro di un trentennio numerosi organi nei territorii della Repubblica di Venezia, in Romagna, nelle Marche, in Istria e in Dalmazia: l'attività fu frenetica soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta. Nel 1751 ne affidò la direzione a Francesco Dacci senior (1712 circa - 1784), suo miglior allievo, ma in realtà continuò a firmare strumenti fin verso il 1765-68. Tuttavia nel 1760, a causa di gravi problemi di salute [...] fu costretto a ritirarsi [...] in Friuli, [...]. [Ripresosi], si rimise in viaggio verso le Marche per collocare sei nuovi organi; ma ad Ancona si ammalò di nuovo, e solo a fatica riuscì a rientrare a Venezia.

I cospicui guadagni realizzati gli avevano consentito di effettuare numerosi investimenti immobiliari nell’Udinese [...]. Nel 1763 decise infine di vendere tutti i suoi beni e di abbandonare il Friuli. 

Trasferitosi definitivamente a Conegliano, nel Trevigiano, vi morì il 17 aprile 1769.

[...] È riconosciuto come il fondatore della scuola organaria veneta del secolo XVIII, i cui schemi costruttivi furono poi seguiti fedelmente da allievi e successori – in particolare da Gaetano Antonio Callido  – fino ai primi decenni dell’Ottocento. [...]

La sua produzione organaria si estese per circa un quarantennio e totalizzò 350-370 strumenti. [...]

Il tipo di organo praticato da Nacchini è di solito a una tastiera sola e consta di somiere 'a tiro', ripieno esteso fino alla vigesimanona o alla trigesimasesta, flauti a cuspide in VIII, XII e XVII (ossia cornetta nei soprani), più raramente in XV, voce umana, e di un registro ad ancia (tromboncini) collocato davanti alle canne di facciata; [...]

 

- per leggere il profilo biografico completo, scritto da Maurizio Tarrini nel "Dizionaio Biografico degli Italiani", cliccare il sotto riportato collegamento internet

 

 

 

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