Oscar MISCHIATI

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OSCAR MISCHIATI

(Bologna, 11 luglio 1936 - Gazzaniga (BG), 14 aprile 2004)

 

Oscar MISCHIATI, nato a Bologna l’11 luglio 1936, espresse precocemente una particolare inclinazione per la musica e per gli studi storico-musicali; le solide basi della sua formazione si fondarono tuttavia sulla varietà dei suoi studi umanistici, [...].

 

Nel 1960 si laureò in filosofia [...]. Dal 1960 al 1963 fu docente di letteratura poetica e drammatica al conservatorio di Bolzano e nell’anno accademico 1962-63 ricoprì anche il ruolo di assistente di storia della musica all’Università di Bologna.

 

Sin da giovanissimo frequentò assiduamente le biblioteche e gli archivi bolognesi, e in particolare la Biblioteca musicale comunale G.B. Martini [...].  Nel 1964 divenne bibliotecario titolare del conservatorio di Bologna, mantenendo questo incarico sino al 2002. [...]

 

Decisivo per l’orientamento dei suoi interessi culturali fu l’incontro con il musicista e musicologo bolognese Luigi Ferdinando Tagliavini, con il quale dal 1954 egli stabilì un rapporto di amicizia e ben presto un duraturo sodalizio professionale. [...]

 

Fece parte del primo comitato di redazione della rivista di cultura organaria e organistica L’Organo, che vide la luce nel 1960 sotto la direzione di Renato Lunelli e di Tagliavini. In seguito alla scomparsa di Lunelli (1967), il M. ne raccolse l’eredità nella condirezione del periodico. L’Organo fu per il M. uno degli strumenti per la trasmissione degli esiti delle sue ricerche, dedicate in larga parte alla storia organaria e alla letteratura musicale «da tasto». [...]

 

Tale letteratura documentò la poderosa opera di consulenza organaria che il M. svolse in Italia dal 1965 (ben 336 consulenze prestate a 28 ditte organarie) e che lo condusse a elaborare procedure che egli stesso descrisse nella bibliografia dei propri scritti [...]. Operazioni in cui fu maestro per la capacità di identificazione delle scuole organarie e degli artefici delle componenti costruttive, anche attraverso la decifrazione delle segnature e delle antiche numerazioni presenti sulle canne. [...]

 

In più stretta connessione con l’attività di bibliotecario del conservatorio bolognese, che svolse a contatto con il prezioso patrimonio storico di proprietà comunale formatosi attorno alla raccolta di padre Martini – di cui divenne di fatto il più qualificato referente scientifico –, il M. produsse numerosi lavori di bibliografia musicale.[...] In tali scritti egli tenne sempre presente la necessità di procedere «con vigile senso della storia e con un’attenta ed attiva integrazione al mondo degli studi e della pratica musicali e della cultura umanistica» (Bibliografia e musicologia, p. 171), [...]. 

 

Numerosi furono i contributi storico-musicali dedicati dal M. alla musica sacra dal XV al XVII secolo, e in particolare su G. Pierluigi da Palestrina, sul repertorio polifonico dell’età della Controriforma, sul profilo storico della cappella musicale. [...]

 

Gran parte della vasta produzione scientifica del M. nacque da un rapporto diretto con le fonti musicali e dalla sua consumata esperienza nel condurre indagini archivistiche, con esiti che talora mise generosamente al servizio di specialisti di altre discipline. [...]

 

Morì improvvisamente il 14 aprile 2004 a Gazzaniga (BG), dove si trovava per una consulenza organaria. [...]

 

La cospicua biblioteca personale del Mischiati è ora conservata presso la Collezione Tagliavini di strumenti musicali nel complesso di S. Colombano in Bologna.

 

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OSCAR MISCHIATI

nel ricordo di

Luigi Ferdinando Tagliavini

 

 

All’ASSOCIAZIONE ITALIANA ORGANISTI DI CHIESA

 

Cari Colleghi,

ho molto apprezzato il vostro ricordo del compianto Oscar Mischiati, sia nelle parole giuntemi per posta elettronica, sia nella pagina che gli avete dedicato in Internet.

Scompare con lui per me non solo un prezioso, insostituibile collaboratore, ma un amico fraterno. Egli stesso mi ricordava poco tempo fa che quest’anno ricorre il cinquantenario della nostra conoscenza. Lo incontrai infatti appena diciassettenne, già totalmente immerso nel mondo della musica, tanto che anche la preparazione agli esami di maturità passava per lui in secondo piano; ho poi seguito - credo più da vicino di qualsiasi altro -­ tutto il suo percorso.

Voi avete ben giustamente sottolineato le sue vastissime competenze affermando che con la sua dipartita -­ improvvisa e inattesa per noi tutti e dunque tanto più dolorosa - viene a mancare un pezzo di storia organistica italiana che difficilmente sarà eguagliabile. Permettetemi qui di ricordare alcuni aspetti della sua personalità, quelli che non tutti hanno saputo comprendere e accettare, quelli che addirittura l’hanno reso inviso a molti; e vorrei ricordarli non certo per controbilanciare la lode col biasimo, ma, al contrario, per affermare che anche tali aspetti verranno enormemente a mancarci. Mischiati era un personaggio “scomodo”, che non esitava a proclamare “senza guardare in faccia nessuno” verità non gradite e a ricorrere all’uso, sovente impietoso ma mai ingiusto, della sua sferza critica. Era burbero, ma sotto la ruvida scorza si celava una ricchissima umanità; era irruente e intransigente, ma proprio la sua inflessibilità mancherà a tutti noi, troppo spesso legati alle convenienze e propensi a soluzioni di compromesso; mancherà a tutti i nostri bravi organari che l’avevano ormai unanimemente accolta, assieme alla sua alta competenza, come salutare stimolo.

È ovvio che non tutti i suoi atteggiamenti, le sue prese di posizione, i suoi modi d’agire potevano essere condivisi; spesso potevano o dovevano essere sottoposti a discussione. E la discussione, se affrontata da chiunque si dimostrasse serio, leale e preparato, si rivelava fruttuosa.

Ma v’è stato chi non aveva la statura per cimentarsi con lui sul piano della discussione e del dialogo, preferendo rivolgere contro di lui l’arma più ignobile, quella della diffamazione.

Nell’omelia pronunciata durante le sue esequie è stato affermato con grande franchezza e coraggio che la sua azione in favore del nostro patrimonio organario era apprezzata in tutte le diocesi, “tranne una”. Si tratta proprio della sua diocesi, al patrimonio organario della quale egli ha dedicato il suo ultimo scritto (Regesto degli antichi organi di Bologna e del suo territorio, già apparso in volumetto separato e di imminente pubblicazione anche sulla rivista “L’Organo”) nel quale viene, tra l’altro, denunciato senza mezzi termini quanto coloro che avrebbero dovuto e dovrebbero essere gelosi custodi di questi beni abbiano contribuito al loro degrado. Ed è purtroppo nell’ambito di questa diocesi che è stata inscenata una campagna denigratoria contro di lui ed è stata redatta, qualche anno fa, una lettera in cui egli viene attaccato violentemente sui piani dell’onestà intellettuale e professionale, dell’equilibrio di comportamento e, ciò che è più grave, dell’integrità morale. Tale scritto diffamatorio, come probabilmente voi ben sapete, ha avuto diffusione in tutta Italia.

La macchia di cui la figura di Oscar Mischiati è stata imbrattata è tutt’altro che cancellata, ma egli non è più tra noi per difendersi. Sento quindi imperioso il dovere d’assumermi il compito della sua difesa, non tanto sul piano dei meriti di studioso (che la mole imponente e l’alta qualità dei suoi lavori illustrano eloquentemente), ma soprattutto su quello della rettitudine, che io ben conoscevo; e sento il dovere di denunciare ad alta voce la vergogna dell’atto compiuto. Spero di avere in ciò la solidarietà di tutti coloro che stimavano l’Amico scomparso.

E spero pure che chi da pochi mesi ha le redini della diocesi bolognese -­ ed è quindi del tutto estraneo ai fatti -­ sia reso edotto dello scandalo e possa essere ispirato da quanto comanda, in simili frangenti, il Vangelo (Matteo 5, 29-30).

 

Luigi Ferdinando Tagliavini

 

Aprile 2004

 

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Luigi Ferdinando TAGLIAVINI ricorda Oscar Mischiati


intervista a cura di Chiara Sirk



Scompariva il 14 aprile [2004] Oscar Mischiati, studioso, musicologo, instancabile promotore della cultura organaria e organistica. Mischiati sarà ricordato sabato 1° aprile 2006 in una giornata di studio sulla musica sacra nella Bologna d'un tempo intitolata «Magnificat Dominum musica nostra». Promossa dall'Istituto per la Storia della Chiesa di Bologna, grazie al contributo della casa editrice Patron, l'iniziativa avrà luogo, a partire dall 9,30, nella Sala Auditorium della parrocchia della SS. Trinità (via de' Buttieri, 3). La giornata sarà aperta da un intervento di Luigi Fernando Tagliavini al quale abbiamo chiesto qualche ricordo.

«Conobbi Oscar Mischiati nei primi mesi del 1954, allorché, studente liceale, iniziava a frequentare la biblioteca musicale bolognese. Vedevo questo giovane assetato di sapere nel campo degli studi storico-musicali, sapere che la scuola italiana di quegli anni ignorava totalmente. Pensi che in tutta Italia c'era un'unica cattedra di Storia della musica, all'Università di Roma. Poi un giorno ci presentammo e iniziò un'amicizia».

- Come maturò in lui un interesse tutto speciale per l'organo?

«Ricordo che il 15 agosto del 1954 s'inaugurava con un mio concerto il restauro dell'organo che Gaetano Callido aveva costruito nel 1797-99 per la chiesa del paese natale di mia madre, Candide di Cadore. Poco prima del concerto vidi arrivare, zaino in spalla, un giovane: era Mischiati, proveniente dalla Val Fiscalina, dove si trovava in campeggio. Aveva fatto una trentina di chilometri. Dopo lo invitai a visitare il paese, anche per fare qualche conoscenza, ma lui mi rispose che si occupava solo di musica!»

- Questo tratto un po' intransigente lo ricordiamo tutti...

«Oscar Mischiati si era "fatto da solo". Penso che per questo il suo carattere s'improntò ad un rigore e un'inflessibilità all'inizio unite ad una certa scontrosità. Però, quando è scomparso, qualcuno si chiedeva: e adesso chi avrà il coraggio di essere chiaro e diretto?»

- Lo ricordiamo anche come una persona molto generosa, specialmente con i giovani...

«Nessuno saprà mai quanti ne abbia aiutati per la tesi e nelle ricerche d'archivio.

- Uno dei problemi che più aveva a cuore era la tutela del patrimonio organistico antico?

«Sì, è stato il campo più fecondo della sua attività. Dell'ampiezza - che ha veramente dell'incredibile - dell'attività svolta per la tutela degli antichi organi italiani rende conto l'elenco delle consulenze di restauro organario da lui stesso redatto assieme alla bibliografia dei suoi scritti. Non dimentichiamo inoltre le sue competenze di ricercatore.»

- A ricordarlo interverranno anche Giacomo Baroffio, Carlo Vitali, Piero Mioli, Francesco Sabbadini, Luigi Verdi, Mario Armellini, Giampaolo Ropa. Conclusione musicale con Maria Grazia Filippi che esegue all'organo musiche di Guami, Trabaci, Martini, Fuser.

[intervista di Chiara Sirk apparsa nel supplemento "Bologna Sette" al quotidiano «Avvenire» di domenica 26 marzo 2006]

 

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Mischiati secondo...

 

Paolo Bottini
Innumerevoli i suoi scritti riguardo la catalogazione del patrimonio organario, regesti di archivi, edizioni critiche di musica antica.

Protagonista, insieme a Luigi Ferdinando Tagliavini, del movimento di tutela e valorizzazione del patrimonio organario italiano, inarrivabile nella conoscenza dettagliatissima di molta parte di esso, richiestissimo per consulenze e pareri, di cultura umanistica veramente enciclopedica, ha svolto la sua attività con passione e dedizione incondizionate fino all'ultimo.
Tra i suoi ultimi lavori, in via di pubblicazione presso l'editore Patron di Bologna, un corposo studio sugli organi della Cattedrale di Cremona dal Medioevo all'Ottocento.

Viene a mancare un personaggio chiave la cui straordinaria competenza difficilmente verrà compensata a pari livello.

 

Stefano Rattini

Noi dell'Associazione Organistica Trentina "Renato Lunelli" lo avemmo ospite a Trento nel  1995, in occasione del Convegno su Renato Lunelli. Ebbi l'onore di traghettarlo in auto, e ricordo benissimo ciò che mi raccontò, in modo assolutamente interessante e coinvolgente, riguardo la cosiddetta "ruminatio", da parte degli antichi, di tutte le cognizioni di cui disponevano, quasi totalmente tramandate oralmente. In proposito mi fece presente quale prodigiosa memoria deve aver avuto Dante Alighieri, esule di corte in corte e certamente non sempre nella disponibilità di una biblioteca su misura per scrivere quel tesoro immenso di sapere rappresentato dalla Divina Commedia. Inutile dire che al convegno sciorinò conoscenze di prim'ordine in merito al patrimonio organario italiano, e fece una figura splendida.

 

Wijnand van de Pol 
Proprio il giorno prima della sua scomparsa parlavo con lui dello spreco di tante pubblicazioni su restauri di organi in tutta l'Italia che restano poi come ricordo alla chiesa e poche altre persone. Sarebbe bene invece di fare un regesto di tutte le pubblicazioni - piccole e grandi - su un sito e/o pubblicazione (catalogo). L'Italia è un paese così ricco di splendidi organi, ma la storia generale dell'organaria è ancora molto poco conosciuta. Che ne pensate? Auguroni per il Vostro ottimo lavoro e cari saluti.

 

Antonio Rizzato 

Voglio esprimere un mio breve pensiero su una grande personalità, quella di Oscar Mischiati. Sono stato molto fortunato a conoscere, nel lontano 1981 presso l'Accademia di Musica Italiana per Organo a Pistoia, il grande musicologo e sono rimasto affascinato dalla sua grande cultura. È da considerarsi un punto di riferimento importantissimo, non solo nel panorama organistico, ma in tutto il patrimonio musicologico internazionale.

 

Fabio Isman su Google Groups (a cui fanno seguito altre testimonianze e commenti su Oscar Mischiati)

 

Paolo De Matthaeis
Una persona preparata, innamorato degli organi e della loro dislocazione geografica e culturale.
Commentava le sue diapositive con entusiasmo tracciando per ogni strumento passione innata... e quante erano, centinaia di tutte le
foggie frutto di un lavoro certosino alimentato da una passione unica.
Mi piace ricordare un personaggio che amava l'organo e che ha fatto un enorme lavoro per la conservazione di tale strumento.

Jolando Scarpa
Carissimo segretario AIOC
M° Paolo Bottini, mi unisco anch'io nel ricordo del dott. Oscar Mischiati. Da lui, noi giovani organisti di un tempo, abbiamo imparato ad amare il nostro strumento e a rivalutare storicamente, criticamente, e non senza un certo amore il nostro passato organario. La sua burbera bonomia bolognese mancherà a molti, come del resto la puntualità dei suoi giudizi spesso, e a ragione, taglienti. In tempi, come questi, di mistificazione e di trasformismo la sua coerenza possa esserci di sano esempio.

Sergio Chierici
Ho atteso qualche giorno a scrivere qualcosa, perche' sinceramente scosso dalla notizia della scomparsa improvvisa di Oscar Mischiati.
Il mio legame professionale con Oscar Mischiati e' iniziato fin da quando venne indicato quale correlatore della mia tesi di laurea sugli organi di Sarzana (e scoprimmo insieme le canne del XVII secolo nell'organo di S. Andrea), ed è proseguita col tempo in numerosissime occasioni: la realizzazione del modello di scheda informatica OA-Organi, poi SMO, i corsi e le schede per l'accademia di Pistoia, le visite ad organi storici, gli incontri a Bologna per mostrare foto e pubblicazioni in corso, la partecipazione comune a molti convegni, l'ultimo dei quali, recentissimo, sugli organi della Garfagnana...
Ho sempre considerato Oscar Mischiati il mio maestro nella ricerca organaria.
Mi unisco, pertanto, sentitamente al cordoglio per la sua scomparsa.

Patrizia Citeroni
Caro
Paolo Bottini,
ho ricevuto notizia della scomparsa del dott. Mischiati. Anch’io mi unisco ai colleghi Paolo di Roma e Jolando di Bologna che hanno voluto esprimere due parole di ricordo dedicate a lui.
Ricordo con affetto e grande ammirazione la figura di Oscar Mischiati, che fu per me e per molti altri studenti organisti negli anni Ottanta un grande punto di riferimento culturale, quando, per iniziativa regionale delle Marche, iniziammo, terminammo pubblicammo sotto la sua guida, tutti insieme, il censimento degli organi della nostra regione, secondo il questionario da lui stesso stilato e messo a disposizione dalla sovrintendenza ai beni culturali, mezzo utilissimo di conoscenza e di approfondimento in materia di organo storico, senza il quale non avrei mai trovato il coraggio neppure di svitare i pannelli di quelle vecchie casse.
E che dire della sua improvvisazione umoristica durante le indimenticabili conferenze sugli organi, delle definizioni come: "interventi tamburineschi", "incursione piccinelliana" e "scusate il ritardo, ma oggi sono venuto con i mezzi e per fortuna che erano mezzi, perché se fossero stati interi chissà quando sarei arrivato!!!"
Arrivederci, Oscar e Grazie di tutto.

 

Roberto Malambri

Visto ad Arezzo tanti anni fa insieme con il M° Tagliavini che parlava della dura scuola di M. Dupré. Ho letto i suoi scritti... era ed è davvero prezioso. L'organo è una malattia ed io non voglio guarire... come dice Gustavo Zanin. Caro Oscar Mischiati, se sei arrivato in paradiso ti avranno sicuramente accolto al suono di principali, ripieni e sesquialtere... Noi non ti dimentichiamo. Ti abbraccio.

 

Davide Masarati 
Ho avuto moltissime e fortunate occasioni di poter vivere occasioni "organarie" col compianto amico Oscar: il "salubre" profumo di cantoria aleggiava in quei sopralluoghi dove torcia elettrica (sempre infallibilmente funzionante) e l'immancabile grembiule erano quasi "paramenti" per una azione che quasi sacra era. La visita di Mischiati era per me e per tantissimi altri miei colleghi il solenne atto primo di qualsiasi opera di restauro. Ben dieci organi antichi sono stati inaugurati da chi scrive grazie alla preziosissima consulenza di uno studioso del calibro di Oscar Mischiati.
Sono onorato di essergli stato amico, ma soprattutto di aver sempre riconosciuto il suo valore, lui che fu sempre legato agli organi storici di Cento, città che vide un Mischiati giovanissimo già impegnato in studi e ricerche, che vide Tagliavini inaugurare quasi quarant'anni fa l'organo Benedetti, l'organo dove suono ogni domenica. Stimavo il suo rigore ma soprattutto l'incredibile amore che nutriva per lo strumento ORGANO, pur non suonandolo e forse questo è l'aspetto che mi ha sempre colpito maggiormente.
Mancavano appena tre organi su dieci per completare il restauro dell'intero patrimonio organario del territorio centese. Avrei voluto condividere la gioia del completamento di questa azione con lui e questo è il mio grande rammarico. Una preghiera per una persona straordinariamente capace e sincera.

 

Claudio G. Morosi
Come piccolo “studentello” del M° Umberto Pineschi, ricordo la sua voce impostata, il suo esigere cultura quando si parla di cultura. Mi mancherà il suo “database” mentale al quale tutti attingevamo affascinati senza la minima paura che si sbagliasse, perché non si sbagliava mai. Ricordo i suoi “arrivi” proprio in mezzo ai concerti del
M° Tagliavini alle accademie di Pistoia, non ho mai capito perché arrivava a metà concerto! Ricorderò sempre la sua bonarietà tipicamente bolognese ed i suoi “boati” quando si andava a vedere un organo in degrado. Arrivederci Oscar, ora forse avrai conosciuto personalmente Callido, Antegnati, il Maestro Paolo da Venezia e chissà quante cose ti dovranno raccontare e chissà quante cose dovrai insegnare a loro di come si ama troppo poco l’organo quaggiù sulla terra.

 

Adriana Marziano Riva

Ho conosciuto personalmente, prima e durante il restauro del nostro bel Prestinari 1821 di Blevio, il grande Oscar Mischiati. Persona squisita, di una profondità di sapere quasi infinito, l'abbiamo ospitato nella nostra casa molte volte, sorprendendoci sempre con il suo preciso giudizio. Il cuore di noi tutti, amici, iscritti è sempre triste per questa perdita... Grazie, grande Maestro!!!!!!!!

 

Marilisa Cantini

Conobbi il Dottor Mischiati dopo il mio diploma in Organo al Conservatorio Cherubini di Firenze. Era l'anno 1986 e frequentavo un corso di perfezionamento a Parma.
Ricordo le visite agli Organi storici di quella citta': entravamo e subito girati gli sguardi in alto seguivamo il suo, che brillava nell' illustrarci ogni minimo particolare.
E poi dentro fra le canne, sfidando ragnatele e topi, per apprendere dalla sua esperienza e dal suo amore tutti i segreti di quegli strumenti affascinanti.
Grazie anche a Lei dal 2006 sto lottando per recuperare uno Stefanini del 1696, e credo che ne sarà felice, da lassù.

 

p. Giuseppe Gandolfo

I grandi vanno giustamente ricordati. Uno di questi, in tandem quasi inarrivabile con Luigi Ferdinando Tagliavini, è stato Oscar Mischiati. Avevo 25 anni e ingenuamente mi interessai di un organo (un "Fratelli Rasori" di Bologna) che non aveva elettroventilatore, glielo feci applicare da un falegname e poi cercai in qualche modo di farlo suonare. Dopo due settimane arrivarono due distinti signori: io non sapevo chi fossero; seppi dopo che si chiamavano Oscar Mischiati e Luigi Ferdinando Tagliavini. Il Signor Oscar mi interrogò chiedendomi severamente perché mai avessi io messo mano a quell'organo storico del 1851, senza averne né la competenza né l'autorizzazione. Risposi che non lo sapevo neanch'io perché, l'avevo fatto solo per mettere in moto uno strumento che - secondo quanto mi dicevano alcuni - non funzionava più da almeno cinquant'anni, poiché ci aveva piovuto dentro. "Lei farebbe meglio a studiare a teologia, invece di fare l'organaro senza alcuna competenza. Non lo sa che è un mestiere, anzi una professione molto difficile?". Luigi Tagliavini qui intervenne con signorilità dicendo: "Suvvia, questo giovanotto non ha fatto poi grandi danni e le sue chiamiamole imprudenze in fondo le abbiamo fatte anche noi...". Questo mi rincuorò molto e mi rese simpatico il grande Maestro, che un giorno mi invitò pure a casa sua per farmi vedere i suoi strumenti storici (organo a canne del '600, un virginale, un clavicordo, un antico clavicembalo e altri. Con Oscar Mischiati invece la storia finì quel giorno stesso, ma fui sempre a lui riconoscente, perché è giusto che le persone competenti (e lui lo era davvero!) diano lezioni a chi erra o fa danni, magari senza neanche rendersene conto!

 

Patrizio Ceccarelli

Incontrai per la prima volta Oscar Mischiati nella Basilica di San Petronio a Bologna agli inizi degli anni '80. Ero iscritto ad uno dei corsi estivi dell'Accademia di musica italiana per organo di Pistoia, che aveva come docente principale il Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini ed ero lì, insieme agli altri allievi del corso, per la lezione che proprio Tagliavini avrebbe tenuto di lì a poco sui due organi della basilica, il Lorenzo da Prato e il Baldassarre Malamini. Poco tempo prima (nel 1981) era stato inaugurato l'avvenuto restauro dell'organo Pietro Agati (1794) della chiesa di San Michele Arcangelo di Treppio (Pistoia), del quale ero stato nominato organista titolare. Conoscevo Mischiati di fama, ma non di persona. Così mi presentai. «Posso salutarla? Sono l'organista dell'organo Pietro Agati di Treppio». E lui: «Fortunato mortale!». Mi parlò di quello strumento, che conosceva molto bene e che era stato inaugurato proprio dal Maestro Tagliavini. Parlammo un po' e ricordo che rimasi estasiato dalla sua eloquenza. In seguito ho avuto modo di seguire alcuni suoi seminari sempre durante i corsi dell'Accademia d'organo di Pistoia e anche un corso specifico sulla catalogazione degli organi storici che la Regione Toscana organizzò, in vista di una schedatura di tutti gli organi antichi presenti nella regione (progetto ambizioso ma, ahimè, mai completato). In quell'occasione Mischiati elaborò un prototipo di scheda molto particolareggiato che finalmente riusciva a descrivere in tutta la sua complessità l'organo, come bene artistico e come documento sonoro, che purtroppo fino ad allora veniva catalogato al pari di un candeliere, di un inginocchiatoio o di un altro oggetto di arredo presente in chiesa. Conservo di Mischiati un bellissimo ricordo, di una persona autorevole che ha avuto un ruolo fondamentale, insieme a Tagliavini, nel recupero e nella valorizzazione di tanti strumenti storici, che sotto la supervisione di entrambi sono stati restaurati con precisi criteri filologici».

 

 

 

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OSCAR MISCHIATI: «Requiem aeternam dona ei, Domine»!

 

Reggio Emilia, il 15 aprile 2004

 

Attoniti diffondiamo la triste nuova della dipartita del Dott. Oscar Mischiati!

Tutti noi sappiamo quale grande personaggio fosse, tuttavia abbiamo ritenuto opportuno pubblicare una breve biografia [...] .

Viene a mancare un pezzo di storia organaria italiana che difficilmente sarà eguagliabile, viste le vastissime competenze che possedeva il Dottore, non solo musicali ma anche liturgiche, teologiche, storiche, filosofiche, letterarie: un vero enciclopedico!

Molto sentitamente il Presidente M° Renato Negri e il Consiglio Direttivo AIOC partecipano al dolore dei familiari e di tutti quanti conoscevano e apprezzavano l'uomo e il musicologo.



M° Paolo Bottini, segretario della Associazione Italiana Organisti di Chiesa 


I funerali di Oscar Mischiati si sono svolti sabato 17 aprile 2004 alle ore 10 nella Basilica di S. Martino in Bologna

 

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Associazione per la Musica Sacra "Vincenzo Colombo" di Pordenone
Premio Organistico Internazionale della Provincia di Pordenone "VINCENZO COLOMBO"
II ed. 2003 - ed. speciale "p. Marco d'Aviano"
Premio a Oscar Mischiati

PORDENONE 12 aprile 2003 - Palazzo Montereale Mantica - ore 17.30

a OSCAR MISCHIATI

Motivazione del premio a Oscar Mischiati:

Per l'attività svolta con passione, costanza e dedizione assolute in favore dell'organo italiano volta a ricostruire in maniera sistematica la storia dello strumento, anche mediante la ricerca, la raccolta e la pubblicazione di un vasto e significativo apparato documentale che costituisce fondamento di ogni serio studio del settore. Per aver intuito la necessità di procedere al restauro degli organi storici secondo metodologie improntate a criteri di scientificità e certezza, portando a perfezione un'attività in passato lasciata all'arbitrio e consentendo così un corretto ed esemplare recupero di straordinari capolavori di arte, fede e cultura. Per aver promosso, sorvegliato e partecipato personalmente e direttamente al restauro di innumerevoli strumenti, dai più importanti gioielli dell'arte organaria italiana, sino ai meno noti, ma non per questo meno degni d'interesse, rispetto e tutela, strumenti che popolano le chiese della penisola. Per l'attenzione sempre dimostrata nei confronti del Friuli e degli strumenti che vi sono conservati. Per l'instancabile opera di divulgazione e promozione della cultura organaria ed organistica, effettuata in Italia ed all'estero, con impareggiabili pertinenza e padronanza d'argomentazioni non disgiunte da una fine e briosa vena ironica, sempre finalizzata ad un miglior approfondimento di quanto esposto. Per aver insegnato con il proprio esempio, anche a rischio dell'incomprensione, il rigore nello studio e nella pratica artistica e soprattutto per l'amore sempre manifestato in modo puro e disinteressato per l'organo che anche nel terzo millennio continua ad essere una delle opere nelle quali maggiormente l'uomo ha trasfuso la propria sensibilità e la propria fede.