Organo e Liturgia

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Giovanni Paolo II e la Musica Sacra

1. Mosso dal vivo desiderio “di mantenere e di promuovere il decoro della Casa di Dio”, il mio Predecessore san Pio X emanava, cento anni fa, il Motu proprio Tra le sollecitudini, che aveva come oggetto il rinnovamento della musica sacra nelle funzioni del culto. Con esso egli intendeva offrire alla Chiesa concrete indicazioni in quel vitale settore della Liturgia, presentandole “quasi a codice giuridico della musica sacra”[1].

La Bellezza salverà il mondo

"[...] è divenuto sempre più percepibile il pauroso impoverimento che si manifesta dove si scaccia la bellezza e ci si assoggetta solo all'utile. L'esperienza ha mostrato come il ripiegamento sull'unica categoria del "comprensibile a tutti" non ha reso le liturgie davvero più comprensibili, più aperte, ma solo più povere. Liturgia " semplice " non significa misera o a buon mercato: c'è la semplicità che viene dal banale e quella che deriva dalla ricchezza spirituale, culturale, storica".

Papa Benedetto XVI inaugura un nuovo organo a Ratisbona

SALUTO DEL SANTO PADRE Alte Kapelle di Regensburg Mercoledì, 13 settembre 2006 Cari amici! [...] Nella Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II (Sacrosanctum Concilium) si evidenzia che "il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia solenne" (n. 112). Questo significa che la musica e il canto sono più di un abbellimento (magari anche superfluo) del culto; infatti fanno parte dell'attuazione della Liturgia, anzi, sono essi stessi Liturgia.

I Pontefici e l'organo

[...] La grande varietà dei timbri dell'organo, dal piano fino al fortissimo travolgente, ne fa uno strumento superiore a tutti gli altri. Esso è in grado di dare risonanza a tutti gli ambiti dell'esistenza umana. Le molteplici possibilità dell'organo ci ricordano in qualche modo l'immensità e la magnificenza di Dio. [...] In un organo, le numerose canne e i registri devono formare un'unità.

No alla musica registrata durante la celebrazione

D. Di recente (20 gennaio 1977) è apparso sui giornali l'elogio di una «messa per comunità parrocchiali», la cui melodia con i suoni degli strumenti che accompagnano le voci è incisa su disco fonografico o su musicassetta, per facilitarne l'uso nella celebrazione eucaristica da parte di quelle comunità che non dispongono di strumenti musicali. Considerata l'autorità di quel giornale, che riporta un elogio, si chiede se nella celebrazione liturgica sia ammissibile una cosa del genere.

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