Organo e Liturgia

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Giovanni Paolo II sulla "partecipazione attiva"

«Partecipazione attiva significa certamente che nei gesti, nelle parole, nei canti e nei servizi, tutti i membri della comunità prendono parte a un atto di culto che non è affatto inerte o passivo. Tuttavia, una partecipazione attiva non impedisce la passività attiva del silenzio, dell'immobilità e dell'ascolto: di fatto la richiede. I fedeli non sono passivi, per esempio, quando ascoltano le letture o l'omelia o seguono le preghiere del celebrante e i canti e la musica della liturgia. Queste sono esperienze di silenzio e d'immobilità, ma sono a modo loro anche profondamente attive.
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Discorso di Giovanni Paolo II per l'inaugurazione del nuovo organo 'da piazza'

Egregio Signor Presidente,
stimati ed onorati signori,

Con particolare gioia ricevo nella odierna cerimonia l’organo mobile che il Signor Cancelliere federale di Germania Helmut Schmidt aveva annunciato in occasione della sua visita in Vaticano il 9 luglio 1979, come dono del Governo federale di Germania alla Santa Sede. Con questa consacrazione liturgica lo assegno ufficialmente al suo compito, che – come si dice nell’atto di donazione – consisterà soprattutto nell’accompagnare con il suo suono le funzioni religiose in Piazza san Pietro.

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Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti al Congresso internazionale di musica sacra

Signor Cardinale,
Cari amici,

1. Saluto cordialmente tutti voi, partecipanti al Congresso internazionale di Musica Sacra, ed esprimo la mia viva gratitudine alle autorità che hanno promosso l’incontro, il Pontificio Consiglio per la Cultura, l’Accademia Nazionale di santa Cecilia, il Pontificio Istituto di Musica Sacra, il Teatro dell’Opera di Roma e la Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. Un grazie particolare va al Cardinale Paul Poupard per le gentili parole di saluto, che mi ha rivolto a vostro nome.

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Discorso di Giovanni Paolo II ai docenti ed allievi del Pontificio istituto di musica sacra

Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
Cari Professori ed Allievi del Pontificio Istituto di Musica Sacra!

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"Musica sacra: forma di bellezza che invita a pregare"

"La musica e il canto non sono un puro decoro o un ornamento sovrapposto all'azione liturgica. Costituiscono, al contrario, una realtà unitaria con la celebrazione, consentendo l'approfondimento e l'interiorizzazione dei divini misteri". Lo ha detto ieri Giovanni Paolo II ricevendo in udienza nella Sala Clementina, in Vaticano, i docenti e gli alunni del Pontificio Istituto di Musica Sacra, in occasione del novantesimo anniversario di fondazione. Un'occasione per ripercorrere la lunga storia di questa realtà accademica, voluta da san Pio X.
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Messaggio di Giovanni Paolo II ai partecipanti all'incontro internazionale "Univ 2005"

Il Messaggio è stato letto dal Sostituto della Segreteria di Stato, l'Arcivescovo Leonardo Sandri nell'Aula Paolo VI, ai partecipanti all'Incontro Internazionale "UNIV 2005" sul tema: "Progettare la cultura: il linguaggio della musica".
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Lettera del Papa Giovanni Paolo II agli Artisti

L'artista, immagine di Dio Creatore

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Giovanni Paolo II: a messa niente musiche sciatte!

CITTA´ DEL VATICANO - Papa Giovanni Paolo II ha esortato i fedeli cattolici a
ridare un posto di primo piano alla musica e al canto durante la messa. «Bisogna pregare Dio - ha detto ieri durante l´udienza generale - non solo con formule teologicamente esatte, ma anche in modo bello e dignitoso». Bisogna far ritornare «nella liturgia la bellezza della musica e del canto» ma, ha sottolineato il pontefice, senza «musiche e testi sciatti e poco consoni all´atto che si celebra».
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Giovanni Paolo II: «ritorni sempre più nella liturgia la bellezza della musica»

Le comunità cristiane devono fare "un esame di coscienza" per evitare "sbavature di stile, forme trasandate, musiche e testi sciatti" nella celebrazione liturgica. Lo ha detto Giovanni Paolo II durante la catechesi dell'udienza del mercoledì. "La liturgia unisce i due santuari - ha detto Wojtyla - il tempio terreno e il cielo infinito, Dio e l'uomo, il tempo e l'eternità". "E' dunque necessario - ha aggiunto - scoprire e vivere costantemente la bellezza della preghiera e della liturgia. Bisogna pregare Dio non solo con formule teologicamente esatte, ma anche in modo bello e dignitoso".

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